Quando la scelta per il viaggio di quest’anno è ricaduta sulla Giordania, ero titubante su due cose principalmente: il fatto che la Giordania fosse davvero sicura come tutti dicevano e di trascorrere una notte nel deserto.

Sulla seconda ero molto in dubbio per vari motivi. Per primo, non è che io sia esattamente tipo da campeggio, anzi. Sono più il tipo da terme e vacanza comoda, che da tenda e sacco a pelo. Secondo: non ci sono linee telefoniche nel deserto. Sarei rimasta per due giorni senza telefono.

Alla fine, abbiamo deciso di andare perché comunque: dormire nel deserto è una di quelle cose che una volta nella vita, va fatta.

Il deserto del Wadi Rum non solo è una delle cose da non perdere in Giordania, ma probabilmente anche uno dei viaggi nel deserto più belli che farò mai. È un luogo con panorami incredibili e ricco di cultura: i beduini sono orgogliosissimi della loro terra e fanno dell’ospitalità la loro ciliegina sulla torta.

Non so quante tazze di thé mi sono state offerte alla fine del tour!

Una volta deciso che sì, l’escursione nel deserto del Wadi Rum andava fatta, ci siamo messi a cercare qual era il campo migliore dove alloggiare.

Visitare Amman e il Mar Morto

dromedari deserto giordania

Io protendevo per un campeggio extralusso con le mars tent all’interno del Wadi Rum Village. Sì, perché nel deserto, proprio appena arrivati all’interno, c’è un piccolo villaggio con il medico, un ristorante, il supermercato, vari b&b e tanti campeggi.

Leggendo qua e là però mi sono fermata.

Tutti dicevano che era comodo dormire nel villaggio, ma che non era proprio come dormire nel deserto. Allora, abbiamo deciso per l’esperienza vera. Quella in un campo beduino.

E la scelta è ricaduta sul Rum Stars Camp. Mai decisione si rivelò più giusta.

Rum Stars Camp: in viaggio per il Wadi Rum coi beduini, quelli veri!

wadi rum deserto giordania tour lawrence spring

Da quando la febbre per la Giordania esplose negli anni ’80, il deserto del Wadi Rum si è riempito di “campi” (campeggi) per turisti. Più o meno tutti dichiarano di far parte di famiglie che abitano da sempre nel deserto.

Non tutti, è facile immaginarlo, dicono la verità. Tanti campi offrono la “beduin Experience”, ma tutto quello che fanno è dare la possibilità di dormire in una tenda in stile beduino. E finisce lì.

La famiglia di Salem, il “capo campo” del Rum Stars Camp, invece, abita nel deserto da oltre 400 anni, da quando si tramanda, rigorosamente a voce, la memoria.

Abbiamo scelto di dormire qui, di farci accompagnare da loro all’interno della loro terra, di mangiare il loro cibo. Attenzione: non è che sia un’esperienza gratuita, giustamente si fanno pagare.

Circa 80 euro a persona per il tour di un giorno intero nel deserto, due pasti, colazione e pernottamento in tenda. Il prezzo è giusto, il Rum Stars Camp dà lavoro a tante persone.

Ma andiamo con ordine.

Cos’è il Wadi Rum Desert?

wadi rum deserto giordania

Secondo alcuni il Wadi Rum è il deserto più bello del mondo, proprio a causa della sua particolare conformazione. Wadi in arabo vuol dire valle, nel senso di canyon. Roccia scavata dall’acqua. 

Nel Wadi Rum le formazioni rocciose sono innumerevoli, ai loro piedi, sabbia rossa. Fino all’infinito.

Il Wadi Rum è situato nel sud est della Giordania, a poche ore di macchina da Petra, da Aqaba e, volendo, anche da Amman. È l’ultima parte dellaGiordania prima dei deserti dell’Arabia Saudita. Era usato dalle carovane che viaggiavano verso l’occidente (Israele).

In realtà è molto più piccolo di quanto sembri; per attraversarlo da una parte all’altra, bastano due ore di auto.

Se si sa dove andare.

Come si arriva al Wadi Rum?

wadi rum giordania deserto

Per i turisti, c’è una strada sola, quella che arriva nel deserto da nord ovest, dalla Desert Highway.

È altamente sconsigliato avventurarsi da soli arrivando per altre vie. Ho letto di alcuni turisti che noleggiano 4×4 e viaggiano da soli in cerca di posti in cui arrampicare. Io no lo farei mai e lo sconsiglio altamente.

Arrivando dalla Desert Highway, c’è un grosso cartello che indica dove girare. Poco dopo c’è un posto di blocco della polizia. Controllano la prenotazione (se ce l’avete) e fanno pagare l’ingresso al Wadi Rum.

Avendo acquistato il Jordan Pass (che consiglio caldamente), non paghiamo niente e proseguiamo con la macchina.

Dopo circa 10 minuti di guida dal posto di blocco (la strada è asfaltata), ci troviamo nel Wadi Rum Village.

La prima costruzione sulla destra è una rest house. Lasciamo qui la macchina (come ci aveva consigliato l’email di conferma della prenotazione) e un ragazzo che lavora per il nostro campo viene a prenderci e andiamo all’ufficio di Salem.

Sono le 9.30 del mattino.

Qui, ci viene offerto il classico thé alla menta ultra bollente nei minibicchieri di vetro. Rifiutare, nonostante il caldo, è brutto e lo beviamo. Saldiamo il conto del tour (in contanti, anche questo era indicato prima nell’email), facciamo due chiacchiere con Salem mentre aspettiamo gli altri che verranno con noi. In tutto, saremo in otto (6 italiani e 2 francesi).

Arrivati tutti, partiamo per il deserto.

In giro per il Wadi Rum con un pickup Toyota

pickup deserto

Saliamo sul retro di un pickup Toyota dotato di telone per proteggerci dal sole e divanetti per stare comodi. Per i primi 5 minuti, sorridiamo tutti come pazzi. Fa molto Pechino Express!

Lo scenario è incredibile, vasto, ocra.

Formazioni rocciose che sembrano fatte con il cotone, sabbia finissima. Occasionalmente, alberi di fico selvatico spuntano in mezzo al niente (è perché sotto c’è una vena d’acqua, ci spiega la guida).

Ci fermiamo in varie tappe, durante le quali scaliamo per salire nei posti più alti, corriamo nelle dune di sabbia scoscese. Qualcuno tenta la discesa da una duna con la tavola da snowbord (fornita anche questa dalla guida). Sembriamo tanti ragazzini.

La Giordania è sicura?

Attenzione: le tappe sono più o meno le stesse per tutti i tuor e infatti, incontriamo tantissimi altri Toyota come il nostro.

La guida ci indica iscrizioni nabatee sulle rocce, ci porta a vedere pozzi d’acqua profondissimi in mezzo al nulla (dove si fermavano le carovane dirette alla Mecca). La mattina trascorre in un lampo. Verso le una, ci fermiamo sotto una enorme formazione rocciosa fatta a forma di onda.

La parte superiore ombreggia tutta la parte inferiore, si sta benissimo. 

Non ci crederete, ma all’ombra è fresco.

Pranzo nel deserto giordano

wadi rum desert

Mentre la guida ci prepara un pasto caldo a base di hummus e pane arabo (come antipasto), piselli, fagioli e pomodori cotti in una pentola (piatto unico) e formaggio di capra (come dolce), ci addormentiamo praticamente tutti. 

Mangiamo, beviamo (l’acqua che ci offrono è sempre fresca e sempre in bottiglia sigillata!), beviamo altro thé alla menta, fumiamo il narghilè alla mela (che gli arabi chiamano shishà) e ci riposiamo nelle ore più calde.

Verso le 4 riprendiamo il tour attraverso il Wadi Rum. Incontriamo cammelli che brucano, pastori, greggi di capre, asinelli allo stato brado.

Archi giganteschi di pietra che spuntano dal nulla. 

Infine, ci fermiamo per ammirare il tramonto.

La guida ci offre altro thé alla menta e… pasticcini! Buonissimo tutto, davvero. Pasti semplici ma genuini e soprattutto mangiati in un posto che non ha eguali al mondo. 

tramondo deserto wadi rum giordania

Attenzione, non tutti i tuor offrono la “sunset experience”: io vi consiglio caldamente di trovarne uno che lo faccia.

Rimaniamo seduti a guardare il tramonto fino alla fine. Riprendiamo tutto e di notte, saliamo sul Toyota. Come la guida faccia a vedere la strada (che in realtà non c’è) è una cosa che non mi so spiegare.

Incontriamo altri fari nella notte e arriviamo al nostro campo.

Ci rinfreschiamo un poco alle docce (siamo nel deserto, l’acqua scarseggia parecchio e ci chiedono – giustamente – di non sprecarla), giusto per toglierci la polvere di dosso.

Mangiamo in un buffet spartano ma gustoso: riso alla curcuma, pollo cotto sotto la cenere, hummus, pane arabo, verdure.  Alla fine della cena, tutti gli ospiti si siedono accanto al fuoco (con un giacchetto addosso, inizia a fare freddo) e Salem ci parla della sua famiglia.

tramonto

Spiega chi sono i beduini, della differenza con i nomadi, della vita del nonno e poi del padre. Di come sia cambiata la sua vita rispetto a quella della generazione precedente. Menziona Lawrence d’Arabia e i film che hanno girato qui nel Wadi Rum.

Ci parla della Giordania oggi, del suo Re, di come stia facendo di tutto per proteggere il suo popolo dai pericoli delle nazioni vicine. Racconta di come abbiano vissuto i giordani la Prima guerra del Golfo, poi la seconda. Narra dei profughi iracheni che si sono ammassati al confine, dei profughi siriani ai quali il Re ha dato asilo, pur non avendo ricchezze.

wadi rum giordania deserto

Rivela di come tutto ciò abbia richiesto uno sforzo economico esagerato per un paese che, di petrolio, non ne ha.

Che vive di turismo. Ma ci riferisce anche dell’ospitalità che un buon musulmano deve dare se vede una persona in difficoltà.

Ci racconta tutto questo Salem, mentre la notte scorre via lenta e la luna illumina tutto.

Dormire nel Wadi Rum Desert

rum stars camp

La tenda che ci è stata assegnata, è la prima della fila (la priema che vedete qui sopra, a destra).

È in lana di capra, a doppio strato.

Dentro è calda, trattiene il calore della giornata appena trascorsa. Non c’è nient’altro che un grande letto e una finestra che si affaccia sul deserto. La luce della luna entra in maniera prepotente, non ci sono scuri.

Sul letto un bel piumone caldo e una enorme coperta di lana, se avessimo freddo. La notte trascorre bene, siamo stanchi morti, c’è vento e l’aria è davvero fredda. Ma sotto il piumone, si sta benissimo. 

La maggior attrazione dei campi nel deserto è lo “star-gazing”. Guardare le stelle nel deserto è un’esperienza incredibile, sono talmente vicine da toccarle.

Cercate un campo il più lontano possibile dal Wadi Rum Village per evitare l’inquinamento luminoso.

wadi

Al mattino, alle 5.45 sorge il sole e la tenda è super illuminata. Inizia a scaldarsi in maniera eccessiva, ci rivestiamo e andiamo a fare colazione.  Dopo colazione, alle 8, la nostra guida ci riporta al Wadi Rum Village sull’amatissimo pickup, con un ultimo “IALLA!” (andiamo! In arabo).

Al parcheggio ci aspetta Salem, per un saluto.

Ci ringrazia di essere stati suoi ospiti, dà la mano a tutti e ci saluta così: “I’ll see you again, inshallah!” – Vi rivedrò ancora, se Dio vorrà.

Rispondiamo tutti in coro (senza esserci messi d’accordo): Inshallah! Se Dio vorrà.

Il Wadi Rum e l’esperienza coi beduini

giordania deserto

Quella che ho raccontato è stata la mia esperienza coi beduini del Wadi Rum.

Nonostante le titubanze iniziali, sono enormemente felice di averla fatta. È la cosa che mi è piaciuta di più della Giordania, più di Petra, più del Mar Morto, più di Jerash.

Un posto incredibile, un’esperienza genuina, niente affatto “turistica”. Sono felice di essermi “adattata”, di non aver fatto la schizzinosa per i bagni in comune, per il cibo cucinato sul campo, per una notte in tenda in mezzo al niente.

Senza contatti, senza cellulare, senza internet. Sì, perché nel deserto, non solo non c’è connessione dati, ma non c’è linea proprio.

Un detox in tutti i sensi.

Perché sconsiglio di dormire nel Wadi Rum Village

giordania

Nonostante, come ho scritto sopra, fosse il mio desiderio di dormire in un campeggio extralusso, sono davvero felice di non averlo fatto. Si sarebbe trasformata nell’ennesima trappola turistica. 

Inoltre, come mi hanno detto altri viaggiatori, le sistemazioni notturne non sono un gran che, anzi.

Se si vuole dormire nel deserto, è meglio farlo davvero, senza ricorrere alle versioni edulcorate per occidentali, costose e prive dell’esperienza “vera”.

Non vedrete mai tante stelle in vita vostra. Al villaggio, le luci elettriche fanno perdere anche questo. 

Il clima del Wadi Rum

Il clima, nel Wadi Rum, è estremo come in tutti i deserti. Noi siamo andati a giugno, prima dell’inizio dell’estate, ma a primavera inoltrata. Durante il giorno era davvero molto caldo, mentre il tardo pomeriggio e al mattino presto si stava benissimo.

La notte è piuttosto freddo.

Se andate in inverno, potreste trovare pioggia e torrenti che invadono i canyon. Mi dicono che a volte nevichi pure, nel deserto!

******************************************

Ti è piaciuto? Salvalo su Pinterest!

Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

error: Questo contenuto è protetto. Puoi chiedere il permesso all\'ADMIN