La Giordania, la Svizzera del Medio Oriente, la perla dell’Asia. 

In questo periodo è davvero molto popolare nel nostro paese, complice l’apertura dei voli diretti da parte di Ryanair. Sono tornata da pochi giorni da un viaggio nel Regno Hascemita e tutti i giordani con cui ho parlato, raccontano di una pacifica (e piacevolissima) “invasione italiana” nel loro paese. Addirittura il capo beduino del campo dove abbiamo dormito nel Wadi Rum mi ha detto di non aver avuto mai così tanti italiani ospiti nelle sue tende.

Eppure, mentre ero in viaggio, mi sono arrivati diversi messaggi di persone che mi chiedevano se fosse sicura, come avevo fatto a organizzare un viaggio da sola e che speravano di poter andare anche loro, prima o poi.

Meglio prima, no?

La Giordania è una meta che sognavo da tanto tempo, dai tempi in cui vidi Indiana Jones che andava a cercare il Sacro Graal nella Gola della Luca Crescente (che poi, sarebbe Petra).

E allora, complici i voli low cost da Bologna ad Amman (la capitale) e le nuove rotte che sempre il vettore di Dublino dovrebbe aprire a Roma, eccomi qui a dare alcuni consigli e dritte per farsi un bel viaggio nel Medio Oriente.

La prima domanda a cui rispondo, è anche la più ricorrente.

La Giordania è sicura?

giordania sicura cammello petra

Sì.

Non vi faccio aspettare per la risposta. Il sì è deciso e convinto. 

Certo, bisogna avere certi accorgimenti, ma la Giordania è una nazione stabile, la cui economia si basa esclusivamente sul turismo (non ha materie prime e non ha petrolio, come i suoi confinanti). 

I turisti sono benvenuti e accolti con calore. Certo, questo non basta. La volontà degli abitanti non è sufficiente a garantire un viaggio sicuro.

Cos’è che dà stabilità al Paese? Il Re, Abdullah II di Giordania.

Il Regno Hascemita di Giordania e l’amore sconfinato per il suo Re

giordania re abdullah hussein

L’attuale Re di Giordania, Abdullah II (che in occidente conosciamo come il marito di Rania, la bellissima Regina icona di stile) è adorato dal suo popolo. 

I motivi sono tanti, ma tutti coloro con cui ho parlato, mi hanno confermato la stessa cosa: il Re è una brava persona.

Non un solo un bravo regnante, ma una brava persona. E fa buoni affari (questo l’ha aggiunto il tassista che ci ha riportato dal centro di Amman all’aeroporto).  

Leggi anche: Visitare Jerash, la Pompei della Giordania

Abdullah II è figlio di re Hussein (in arabo Husayn) di Giordania, detto il Leone, anche lui molto amato e soprattutto indimenticato (è morto di linfoma nel 1999) e di un’attrice britannica. Il precedente re si spese tantissimo per la pace tra Israeliani e Palestinesi e il figlio cerca di proseguire con l’opera del padre. 

Il re giordano è di etnia hascemita, come la maggior parte della popolazione. Quindi, il capo è uno di loro, ci tiene a garantire la stabilità nel paese e, insieme alla regina e ai 4 figli, si spendono per aiutare i sudditi in ogni modo. 

Per esempio: hanno trasferito la loro residenza in una parte di Amman molto povera. La loro presenza ha creato una riqualificazione immediata e spontanea dell’area, che da una periferia abbandonata è diventato in un quartiere molto alla moda. 

Rania e le figlie hanno la patente, sono laureate e portano avanti un modello di donna mediorientale moderna ma allo stesso tempo devota e religiosa.

La regina Rania, è figlia di immigrati palestinesi. 

Il re fa di tutto per presentare al mondo una Giordania moderna e far arrivare investitori stranieri. Porta avanti delle riforme che fanno bene all’immagine del paese nel mondo. 

E far sentire benvenuti i turisti è una sicurezza per tutti. 

Sempre il nostro tassista mi ha detto: “Hai girato tutto il mio Paese, ti è successo niente? No! Ti sei sentita accolta? Sì! Il merito, è del mio Re.”

Situazione mediorientale

Ma è inutile negarlo: la Giordania è nel centro di una situazione drammatica. Confina con la Siria, l’Iraq, Israele e l’Arabia Saudita.

Come fa a non essere pericolosa? Ancora una volta, il Re ci viene in soccorso. 

Dopo la confisca da parte degli israeliani dei territori della Cisgiordania, centinaia di migliaia di palestinesi scapparono in Giordania, in cerca di un rifugio.

Il padre dell’attuale re, Hussain di Giordania, li accolse, dando loro riparo e cercando di assorbirli nella popolazione attiva. Tra di loro, c’era anche la famiglia dell’attuale regina.

Durante la guerra in Iraq, stessa situazione: migliaia di iracheni in fuga dalla guerra, si ammassarono ai confini, in cerca di una via di fuga. Il re aprì i confini, dando loro riparo.

Idem per la guerra in Siria: oltre un milione di donne e bambini si sono rifugiati al di là del confine in fuga dall’Isis, aiutati dai soldati giordani. E sono ancora lì.

Perché la prima regola di un buon musulmano è dare ospitalità ai bisognosi.

Certo, tutto questo ha richiesto e richiede tutt’ora un enorme sforzo economico alla Giordania. Ma il re garantisce che i principi fondanti del suo Regno siano sempre rispettati. 

C’è povertà in Giordania? Sì, certo. 

Ma la buona ospitalità è garantita a tutti. E il popolo è grato per questo. Gli immigrati non creano problemi e, per quanto possibile, sono integrati nella popolazione. Sì, ci sono zone molto povere, ma non vedrete mai barboni né accattoni.

Se sapete leggere in inglese, vi consiglio il libro scritto dal Re in persona sulla situazione mediorientale “Our Last Best Chance“. È datato, ma vi fa capire esattamente che tipo di persona sia e che tipo di impronta stia dando al suo paese.

Vuole un paese musulmano e moderno. Quindi ospitale, moderato e aperto al turismo.

Ma’an città

Come vi dicevo però, bisogna avere degli accorgimenti. 

Nel viaggio che mi auguro farete in Giordania, non vi sarà permesso avvicinarvi al confine con la Siria, per ovvie ragioni e per via dei campi profughi nati al confine. 

Ed è sconsigliato anche andare nella città di Ma’an, a sud. 

Ci sono alcune comunità di sciite, quindi molto integraliste. Non c’è motivo di visitare Ma’an, perché non ha niente da vedere, quindi non andateci e basta. Questo è quanto scritto nella guida che ho usato (che si è rivelata utilissima!). 

Polizia turistica

Se avete problemi di qualsiasi genere, non esitate a rivolgervi alla polizia turistica. 

È presente ovunque (a Petra c’è almeno tre zone e gira a cavallo lungo il sito) e interviene con rapidità. Sono lì per aiutarvi e ci tengono che passiate un bel soggiorno nel loro paese. 

Come arrivare in Giordania

giordania wadi rum cammello

Una volta assodato che la Giordania è sicura e che non vi succederà niente di male, parliamo di aspetti pratici.

Come si arriva in Giordania? Con meno di 4 ore di volo dall’Italia. Se non avete tanti fondi, usate Ryanair e con meno di 100 Euro, se prenotate per tempo, andrete e tornerete.

Se avete più fondi a disposizione, la Royal Jordanian, la compagnia di bandiera, fa voli diretti da Roma ad Amman.

Altrimenti, potete sempre atterrare a Tel Aviv e spostarvi direttamente da Israele, anche se è più complicato. Leggete nel sito del turismo giordano come usufruire di questa soluzione.

Essendo un paese extraeuropeo però, dovrete avere il visto.

Visto per la Giordania: il Jordan Pass

Il visto per la Giordania costa 40 dinari (JOD). Al momento un dinaro è circa 1,25 Euro. Non proprio economico.

Ma c’è la possibilità di ammortizzare il costo, comprando il Jordan Pass, che vi consiglio caldamente.

Il Jordan Pass è un biglietto turistico che vi permetterà di entrare in tantissimi siti turistici giordani, Petra inclusa (che da solo costa altri 40JOD). Se passate almeno tre notti in Giordania, il costo del Jordan Pass includerà anche il costo del visto turistico.

Quindi, comodamente seduti al vostro pc, decidete quanti giorni passare a Petra (1, 2 o 3), pagate il Jordan Pass e stampatelo. 

Per esempio: il costo del Jordan Pass con due entrate a Petra è di 75JOD.

All’arrivo all’aeroporto, al momento del controllo passaporti, una fila dedicata ai possessori del Jordan Pass vi accoglierà. Mostrate la stampa, il passaporto valido (per almeno i successivi 6 mesi) e il gioco è fatto.

Benvenuti in Giordania!

La Giordania è costosa?

Abbastanza.

Non come la Scozia, ma più della Grecia.

Considerando che un dinaro costa circa 1,25 Euro, fate il vostro rapporto. Come dico sotto, i taxi sono molto economici, gli alberghi costano come in Italia (ma la qualità è peggiore), il cibo tipico costa poco (ed è buonissimo). I negozi ad Amman sono gli stessi di qualsiasi altra capitale (Zara, H&M, Starbucks…) ma i capi costano qualcosa in più.

Come muoversi in Giordania

jerash gerasa resti romani

La risposta, anche qui, è purtroppo molto semplice: in auto. La Giordania non ha mezzi pubblici utilizzabili dai turisti, a meno che non parliate perfettamente arabo.

Mi spiego.

Non ci sono ferrovie e bus pubblici, ma ci sono i taxi collettivi. Sono dei minibus a 9 posti, bianchi, con una scritta in arabo sul fianco.

La scritta indica la zona in cui il taxi sta andando. Non ci sono fermate prestabilite. Quando uno vuole scendere lo dice all’autista e questo di ferma. Il costo è fisso. 

Come si fa a sapere dove prenderli? Bella domanda. 

In genere, quando in strada vedete un gruppo di persone in fila, è perché sta aspettando un taxi collettivo. Ma se non parlate arabo, usufruirne sarà impossibile. 

Noleggiare un’auto è l’unico modo per muoversi, tranne ad Amman, come vi spiego più avanti. 

Attenzione però: la guida giordana è un po’… indisciplinata. Le regole non ci sono, si va e basta. A volte, ci sono auto che vanno contromano nella corsia di emergenza un autostrada. Tutto normale. 

Al semaforo, appena scatta il verde tutti suonano. Sorpassi a destra, a sinistra, parcheggi sui marciapiedi. Parlare al cellulare è normale (ma anche da noi purtroppo!).

La polizia è presente sulle strade. Sarete fermati di continuo, soprattutto scendendo verso sud, vicino al confine israeliano. Ma, ancora una volta, il vostro status di turisti vi verrà incontro. Soprattutto di turisti italiani. 

I giordani adorano l’Italia! 

La polizia vi fermerà, vi chiederà dove state andando e da dove arrivate. Vi basterà dire “Italy!” E la risposta sarà: “Welcome in Jordan, you may go!”

Un altro avvertimento: le auto a noleggio hanno tutte il cambio automatico. Bisogna adattarsi!

Troverete tantissimi uomini che fanno l’autostop (è una pratica comune, ma non per le donne!). Tante auto in panne lungo la strada e decine, centinaia di pneumatici sfasciati sulle banchine. 

Le strade giordane sono piene di spazzatura. Ovunque, davvero. Sono i giordani stessi a lanciarla e si accumula ovunque, anche nei posti più sperduti. È un gran peccato, ma è così.

Come arrivare a Petra

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Una volta che avete noleggiato l’auto, vorrete andare nel posto più famoso della Giordania, Petra. Avete già pagato l’entrata con il Jordan Pass.

A Petra si arriva in auto. Potete fare tre strade: quella lungo il Mar Morto, la Strada dei Re o la Desert Highway.

Sono tutte e tre simili, anche se l’ultima è la più rapida. Non aspettatevi l‘Autostrada del Sole, ma è gratis. 

Se non volete prendere un’auto a noleggio, da Amman e da Aqaba, la città sul Mar Rosso, partono tantissime gite per Petra. Approfittate di una di quelle, anche se io personalmente ho preferito spostarmi in autonomia. 

Come muoversi ad Amman

Per la capitale il discorso è diverso. 

Messi da parte i taxi collettivi per i motivi che vi ho detto sopra, non resta che il taxi privato.

Non tentate di guidare ad Amman, è altamente sconsigliato. Sono dei pazzi furiosi e no andreste molto lontano.

I taxi più economici sono quelli gialli e verdi, tutti gli altri appartengono a aziende private. Sono comunque valide alternative, ma sono più costosi. Sono economicissimi, ma bisogna insistere che attivino il tassametro. Se non lo fanno e vi chiedono una tariffa forfettaria (che vi sembrerà comunque bassa!), sappiate che state pagando la corsa almeno il doppio, il triplo del costo.

Leggi anche: visitare Amman e il Mar Morto

Se un tassista non vuole accendere il tassametro, scendete e prendete un altro taxi. Ce ne sono a migliaia, se ne fermerà un altro nel giro di pochi secondi.

Appena entrati il tassametro scatterà a 0,34JOD e scatterà di 0,19JOD ogni 100 metri. 

I prezzi da e per l’aeroporto sono fissi, 22JOD: noi abbiamo contrattato 17JOD con il nostro tassista. Vi consiglio di fare lo stesso.

Come si trova un taxi? Sono loro che trovano voi. Appena metterete piede in strada, sentirete suonare. È un tassista che attira la vostra attenzione! 

Ripeto: ce ne sono talmente tanti, che non avrete problemi. 

Il taxi è l’unica soluzione anche perché ad Amman girare a piedi è pressoché impossibile. I marciapiedi non ci sono, quei pochi esistenti, sono occupati dalle auto parcheggiate. 

Amman è disposta su diverse colline ed è una continua salita e discesa. Ci sono tante scalinate che portano da una collina all’altra, ma comunque è molto faticoso.

Il taxi è davvero l’unica soluzione.

Come pagare in Giordania

petra siq

La valuta giordana è il dinaro, che si divide in 100 piastre.

Purtroppo acquistare il dinaro in Italia non è possibile. Fate un prelevamento all’aeroporto tenendo presente che comunque tutti accettano carte di credito. Alberghi, ristoranti, negozi. Noi non abbiamo avuto problemi.

Solo il campo dei beduini in cui abbiamo dormito nel Wadi Rum ci ha chiesto il pagamento in contanti, per ovvi motivi. Ma ci avevano avvertito via email al momento della prenotazione, quindi eravamo preparati con l’importo esatto.

Dove dormire in Giordania

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Vale in qualunque parte del mondo: si possono trovare sistemazioni economiche e sistemazioni molto costose. 

Però, diversamente da altre parti del mondo, anche gli alberghi di alto rango, hanno una mancanza cronica di manutenzione. Troverete un albergo internazionale lussuoso con la porta della camera che si chiude male, o il rubinetto che perde.

La cosa si aggrava se invece delle grandi catene scegliete hotel locali.

Più tipici, è vero. Che danno lavoro ai locali, è giusto. Ma la qualità è peggiore. Anche hotel apparentemente nuovi sono di solito un po’ fatti e messi lì, con problemi di manutenzione che sarebbe davvero facile risolvere. Basterebbe un po’ di bona volontà!

Qual è la causa? Nella mia opinione la poca professionalità (dovuta comunque ai tanti turisti/clienti che hanno) e la mancanza del tocco femminile (ne parlo più avanti).

A Petra ad esempio, abbiamo soggiornato in un hotel che aveva buone recensioni. Aveva un prezzo giusto e abbiamo prenotato per tre notti. 

Ecco: era un hotel gestito da 4 amici (noi li abbiamo chiamati “i 4 amici al bar”). Fumavano sugli scalini esterni, scherzavano tra loro, stavano stravaccati sul divano della hall. Simpatici, guasconi, davvero socievoli.

Ma se la doccia allaga il bagno, ti dicono che sanno del problema e che lo risolveranno. Quando, non è dato sapere.  Se chiedi un tappetino per riuscire ad utilizzare il bagno anche dopo aver fatto la doccia, ti rispondono che i tappetini sono tutti in lavanderia (e in tre giorni si sa, la lavanderia non lava un tappetino da bagno). 

Insomma, poco professionali. Una donna, avrebbe risolto il problema in un minuto. E fatti contenti due clienti. 

Come comunicare in Giordania

wadi rum tramonto the deserto

Se sapete l’arabo, siete a cavallo. 

Se non conoscete l’arabo, comunicate in inglese. Lo sanno in molti, tantissimi e si sforzeranno comunque di aiutarvi e di capire cosa volete dire.

Lo ripeto ancora: i giordani sono molto accoglienti e ci tengono a far felici i turisti.

Con un po’ di inglese, non avrete problemi.

Se poi dite “shakar” (grazie), “marhabaan” (ciao) e “salam aleykum” (la pace scenda su di te) si illumineranno e vi apprezzeranno ancora di più.  

Come vestirsi in Giordania

little bridge wadi rum

La Giordania è un paese tollerante e i turisti non hanno problemi. Bisogna però tenere presente che siamo comunque in un paese musulmano e ci sono certe regole.

Non si dovrebbero usare i pantaloncini corti (neanche gli uomini) o le gonne sopra il ginocchio, le canottiere e un abbigliamento succinto in genere. 

Leggi anche: Consigli su come vestirsi per un viaggio in Giordania

I capelli non dovrebbero essere sciolti, ma nel contempo non si dovrebbe mostrare la nuca. Non si potrebbe andare in giro con i capelli bagnati. 

Vedrete però turiste che girano come se fossero in spiaggia e nessuno dice loro niente, ma secondo me non è comunque rispettoso. 

La comodità non deve venir meno, ma se si visita un paese musulmano un limite lo si deve avere. 

Noi abbiamo portato pantaloni larghi e lunghi, di cotone, di lino, ecc.; T-shirt a maniche corte e un foulard sempre in tasca, per ogni evenienza. Se visitate le moschee, in genere all’ingresso viene fornito un foulard con cappuccio da indossare.

Andare al mare in Giordania: bikini o burkini?

Nelle spiagge private del Mar Rosso o del Mar Morto, non ci sono problemi, si può andare in bikini. Troverete donne giordane in burkini o in costume da bagno. Alcune, non si toglieranno affatto i vestiti.

In generale però le turiste possono indossare il costume e nessuno dice niente. Questo, chiaramente, nelle spiagge private di alberghi, alle quali si può accedere, pagando un biglietto giornaliero, anche senza pernottamento.

Non sono andata nelle spiagge pubbliche, per cui non vi so dire se sia possibile indossare il bikini o meno. La mia guida lo sconsiglia, ma non ho provato personalmente. 

Come i giordani si rivolgono alle donne

petra monastero monastery

Devo dire che in questo caso sono rimasta un po’ male, credevo di trovarmi in un paese più moderno.

Innanzitutto, la percentuale delle giordane che lavora è bassissima. Negli hotel, nei negozi, negli uffici turistici, nelle forze dell’ordine, il 99% delle persone sono uomini. La percentuale si alza leggermente ad Amman, la capitale.

Essendo tutti uomini, tendono sempre a rivolgersi a un’altro uomo. Viaggiando con il mio compagno, in genere sono sempre io quella che parla con gli altri, parlando meglio l’inglese. In Giordania, no.

Mi sono resa conto subito che il fatto di rivolgermi io per prima alla cassa di un negozio o per chiedere un’informazione, era una cosa strana. Io facevo la domanda e il mio interlocutore rispondeva al mio compagno. Io pagavo alla cassa e il resto veniva dato a lui. 

Non che manchino di rispetto, anzi! Però ho visto che facevano un po’ di fatica a interloquire con me, essendo accompagnata da un uomo.

Il ragazzo beduino che ci ha ospitato nel Wadi Rum è stato il primo a stringermi la mano e a rivolgersi a me conversando, facendo domande ecc.

All’inizio questo atteggiamento mi ha dato un po’ fastidio, poi non ci ho fatto più caso. Questo succede soprattutto nei piccoli centri, non ad Amman o ad Aqaba.

Il clima in Giordania

wadi rum deserto roccia

Il clima in Giordania è generalmente caldo; ma c’è caldo e c’è caldo.

Se Amman, la capitale, è a circa 1000 metri sul livello del mare, il caldo sarà sopportabile. Anzi, alla sera vi servirà una felpa. Parliamo chiaramente dell’estate. 

Se nel Wadi Rum, a sud, il caldo è maggiore (siamo nel deserto), la notte copritevi bene, perché sarà comunque molto fredda. Le nostre tende, di lana di capra, erano dotate di piumone e coperta. E ci sono serviti!

Ad Aqaba, sul Mar Rosso, il caldo è temperato dalla brezza marina, e si sta bene.

Poi c’è il Mar Morto. 

Da Amman, a 1000 metri slm, scenderete per poche decine di chilometri. Scenderete e scenderete e la temperatura salirà e salirà. 

La sensazione è quella di scendere all’inferno. 

Scesi dall’auto, alle 15.30 del pomeriggio, c’erano 46 gradi. Umidità 100%, irrespirabile.

Lì non c’è molto da fare. O coprirsi dei fanghi miracolosi del Mar Morto (ve lo consiglio!) o tuffarsi in acqua (caldissima) e galleggiare come tappi di sughero per tutto il giorno (vi consiglio anche questo).

Amman: la capitale della Giordania

amman moschea tramonto

Amman è il caos totale, fatto città. 

È tutta bianca perché, se è vero che un piano regolatore pare non esserci e ognuno costruisce come gli pare, comunque il colore degli edifici deve essere quello della pietra delle montagne che la circondano. Un bianco crema che caratterizza il territorio giordano.

Amman è fatta a scale. Salite e discese, faticosissima da girare a piedi. La sommità è occupata dalla Cittadella, ai suoi piedi il Teatro Romano.

È cosmopolita e moderna, un po’ Atene, un po’ Roma, con i prezzi di Londra. Troverete shopping mall giganteschi, grattacieli avveniristici, zone con passeggiate e negozi all’aperto (The Boulevard) e suk mediorientali. 

Zone poverissime e zone residenziali.

Tutti sono molto affabili, gentili e accoglienti. Sono orgogliosi di avervi ospiti e non mancheranno mai di dirvi “Welcome in Jordan!”.

 

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Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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