Un viaggio on the road in Giordania lo sognavo da sempre; è una di quelle cose che, una volta fatta, non si scorda più. Ci sono alcune immagini che mi si sono fissate nella mente e che non se ne sono più andate.

Dovete sapere che, quando viaggio, mi porto sempre dietro un taccuino. È una delle mie fissazioni, scrivere tutto a mano, in barba alla tecnologia. Il taccuino mi serve non solo per annotare le spese che sosteniemo, o i nomi dei ristoranti, degli alberghi, dei luoghi ecc., ma anche delle cose che mi rimangono impresse e che delle quali, una volta tornata a casa, mi verrà voglia di scrivere.

Ecco, sfogliando il taccuino giordano, mi sono trovata tra le mani un post praticamente già scritto, ma del quale mi ero completamente dimenticata.

Sono impressioni semplici, fotografie scattate con la mente e scritte di fretta tra le pagine, in maniera scgrammaticata e incomprensibile a tutti. Tranne che a me.

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Elenco qui di seguito quello che, secondo me, ci si debba aspettare da un viaggio on the road in Giordania, rigorosamente nell’ordine temporale in cui sono state scritte.

I titoli sono quelli originali.

Cosa aspettarsi da un viaggio on the road in Giordania

Strade in mezzo al nulla

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Noi siamo andati da nord a sud e ritorno, percorrendo sia la “Strada dei Re”, la numero 35, che la Desert Highway, la numero 65.
Entrambe, in alcuni tratti, sono in mezzo al nulla.

Mi ricordo di aver pensato, mentre rientravamo dal Wadi Rum verso il Mar Morto, che se ci fosse successo qualcosa all’auto, sarebbe stato davvero un problema.
Niente di niente da un lato, né dall’altro.

Solo deserto, montagne brulle in lontananza. Niente alberi, case, distributori. Nulla.

Ogni tanto, in lontananza, una tenda con qualche cianfrusaglia accanto, che pareva francamente disabitata. Un cammello qua e là, la carcassa di qualche animale morto (capre, cani, asini).

Per il resto, davvero il nulla, come avrebbe detto Atreiu de La Storia infinita.

Un paesaggio lunare, se non fosse stato per il caldo torrido e il sole implacabile.

Pneumatici sfasciati e spazzatura

Ai lati delle strade, abbiamo trovato decine di pneumatici sfasciati e cumuli di spazzatura.

Tutto in grandissima quantità.

Ma i primi mi hanno davvero stupita per il loro numero, non ho idea del motivo. Forse perché comunque, da noi, li raccolgono e lì sono abituati a lasciarli per strada. Chiaramente non distruggendosi come altri rifiuti, sono destinati a rimanere intatti per decenni e quindi si accumulano sul ciglio della strada.

Auto ferme contro mano in autostrada

giordania on the road

Questa cosa all’inizio ci ha spaventati molto.

Poi ci si abitua. La guida giordana, come dirò al punto successivo, è particolarmente creativa.

Se ad esempio siete in autostrada, ma vi siete scordati di comprare il pane, niente paura: fate inversione a U, parcheggiate l’auto controsenso nella corsia di emergenza (o anche in quella di sorpasso!) e andate a comprare il pane al negozio più vicino.
Senza tanti problemi.

Ecco, di auto ferme contromano in autostrada ne abbiamo trovate a decine.

C’è da dire che il concetto di autostrada, in Giordania, è molto mediorientale, non aspettatevi le autostrade tedesche, ma insomma è una cosa che mi ha parecchio stupita.

Guida pazza

cittadella

Nel punto precedente ho chiamata “creativa” la guida giordana, per non offendere nessuno.

Probabilmente, per un norvegese, anche noi italiani guidiamo in maniera creativa.

Ecco, i giordani sono più fantasiosi di noi, al volante di un’autovettura.

Comunque, a parte parcheggiare contromano in autostrada, fare inversione a U anche dove non è consentito, attraversare in divieto, infrangere i limiti, non dare la precedenza mai e decine di altre infrazioni alle quali adesso non riesco a pensare, poi tutto ok.

Silenzio del wadi rum

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Uno dei ricordi più belli che mi porterò dentro: il silenzio assoluto del deserto del Wadi Rum.

Il deserto giordano, famoso in tutto il mondo per la sua particolare conformazione geografica e rocciosa, mi ha davvero conquistata.

È la cosa che più mi è piaciuta del viaggio on the road in Giordania, più di Petra.

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Nonostante sia abbastanza affollato, perché non enorme, la qualità del suo silenzio è insuperata nella mia esperienza di viaggiatrice.
Solo il vento, che fischia dolcemente contro le rocce.

Tramonti del deserto

Un’esperienza regalata dai beduini del Rum Stars Camp, che non finirò mai di ringraziare abbastanza.

Se vi decidete di passare una notte nel Wadi Rum, accertatevi che nel tour organizzato dal vostro campo sia prevista la sosta per ammirare il tramonto nel deserto (oppure l’alba, o entrabi!).

La nostra guida ci ha portati su una roccia, ci ha fatti sedere comodamente mentre preparava il thè alla menta che ci ha offerto, con tanto di pasticcini.

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Abbiamo aspettato il tramonto in silenzio, scattando foto e parlando a bassa voce tra noi viaggiatori.

Ogni tanto qualcuno si alzava, cambiava prospettiva, andava a sedersi da un’altra parte.

Siamo rimasti in armonia con la natura senza chiasso, senza domande, respirando a pieni polmoni la pace che solo un luogo come il Wadi Rum sa donare.

Traffico di Amman

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Una cosa pazzesca. Mai mi sarei aspettata un traffico così caotico, infernale e disordinato, in una capitale cosmopolita come Amman.

Lo ammetto, mi ha davvero disorientata.

Ad Amman non ci sono marciapiedi, non ci sono mezzi pubblici e non ci sono strisce pedonali, si cammina per la strada a nostro rischio e pericolo.

L’unico mezzo per poter visitare la città è il taxi. Vi sconsiglio ferocemente di utilizzare un’auto a noleggio e di muovervi autonomamente.
I taxi sono comodi, economici e soprattutto, numerosissimi.

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No cibo durante Ramadan

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Che i musulmani non mangiassero durante le ore diurne nel periodo di Ramadan lo sapevo, ma che tutto quello che riguarda il cibo fosse chiuso, non me lo immaginavo.

Confesso la mia totale ignoranza e chiedo umilmente scusa, spero di non aver offeso nessuno.

Siamo arrivati in Giordania gli ultimi due giorni del mese di Ramadan. Al momento del check in albergo, abbiamo chiesto a che ore sarebbe stata servita la colazione al mattino successivo, ma il receptionist ci ha informati – scusandosi! – che, essendo ramadan, la colazione non sarebbe stata servita affatto.
Poco male, ci siamo detti, siamo in una metropoli, faremo colazione in un bar.
Col cavolo!
Tutto chiuso.
Tutto!

Anche McDonald, Burger King, Sturbucks. Tutto, fino al tramonto!

L’unica salvezza sono stati i supermercati nei grandi centri commerciali. Abbiamo mangiato e bevuto grazie a questi, cercando di farlo nel modo più discreto possibile (nascondendoci in auto!), per non offendere nessuno. C’è da dire che abbiamo visto turisti che mangiavano e bevevano allegramente per strada, senza che nessuno li guardasse minimamente male.

Ma credo che si debba sempre rispettare la cultura del luogo che si visita, anche se non la si condivide.

Thé alla menta offerto

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Da amante del thé quale sono, questa è un’abitudine che mi ha davvero fatto piacere.

Ovunque andassimo, soprattutto nel deserto, c’era sempre un piccolo bicchiere di thé bollente (che il thé freddo è da turisti!) alla menta ad aspettarci.

Senza nemmeno chiedere se lo volessimo, era sempre lì pronto da bere, per rifocillarci e dissetarci.

Cibo nel deserto

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Un’altra esperienza bellissima, offerta dai beduini, è stata il pranzo nel deserto.

Nel mezzo del giorno, quando la temperatura ha iniziato a salire e il sole è diventato implacabile, la nostra guida ci ha portato sotto una roccia che somigliava tanto a un’onda del mare, sotto la quale c’era una temperatura sorprendentemente fresca.

Mentre lui, un beduino trentenne, accendeva il fuoco per prepararci un semplice pasto a base di verdure, accompagnato da pita e hummus, noi ci siamo sdraiati sulle stuoie di canapa e ci siamo goduti il panorama del deserto.
Siamo rimasti lì a dormicchiare, alcuni fumavando il narghilè, fino alle quattro del pomeriggio e poi siamo ripartiti per finire il bellissimo tour del Wadi Rum.

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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