La sognavo da tanto, Petra.

Da quando anni or sono vidi “Indiana Jones e l’ultima Crociata“, sapevo che prima o poi ci sarei andata. Quest’anno, grazie all’apertura dei voli diretti per Amman da parte di Ryanair, ce l’ho fatta. 

La Giordania è sicura? Consigli per organizzare un viaggio da soli

petra tesoro

Petra è stata il centro del viaggio, la città dove ci siamo fermati più a lungo, ben tre notti. Capite che, quindi, le mie aspettative erano altissime.  E sono state rispettate, dal punto di vista della spettacolarità. Petra è un sogno indimenticabile. Rossa, venata di bianco, è una scenografia commovente.

Ma ci sono cose che avrei voluto sapere prima di partire e che non ho trovato scritte da nessuna parte. Avrei voluto prepararmi psicologicamente per avere meno sorprese (brutte).

Non crediate che Petra non mi sia piaciuta, anzi. È bella e grandiosa (e vastissima) e vale la pena di affrontare il lungo viaggio per arrivarci. Ma l’ho dovuta elaborare a lungo. 

Perché? Ci ho pensato tanto e, alla fine, ho deciso di scrivere tutto in questo post.

Nel web, e in tantissimi altri travel blog, troverete tutto quello che c’è da sapere su Petra. 

Ne leggerete le meraviglie e anche voi, come me, sognerete di andarci.  Non escludo, in futuro, di scrivere anche io un articolo su quanto sia bella e su come fare per visitarla al meglio, sciorinando consigli e dritte. 

Ma per il disagio che ho provato nei giorni in cui ci sono stata, sento di dovervi parlare per prima delle cose che ho odiato.

siq petra

E magari, una volta buttato fuori il veleno, riuscirò a essere abbastanza serena da “farci la pace”.

Due avvertenze: quelle che seguono sono sensazioni chiaramente mie, non è detto che tutti abbiano la stessa sensibilità, anzi; ho visitato Petra nella seconda settimana di giugno e quindi non so se, in altre stagioni, le situazioni che descrivo siano la stesse.

Cani e gatti randagi a Petra: una vergogna

cane randagio

L’avevo letto da qualche parte e mi ero anche preparata (vi dirò come), ma non mi sarei mai aspettata una cosa del genere. 

I cani e i gatti randagi a Petra sono ovunque e tutti (con poche eccezioni) sono in cattive condizioni di salute e di igiene. Per “cattive condizioni” intendo cani sdraiati nelle poche zone di ombra, o all’interno delle caverne (un tempo case dei nabatei) sporchi e pieni di mosche che se li mangiano vivi.

Questi cani non hanno niente da mangiare e pochissimo da bere: sono magri in maniera impressionante, pieni zeppi di parassiti e chissà che altro. Lo dico, anche se è ovvio: non sono sterilizzati. Si riproducono in maniera sistematica e, i cuccioli che sopravvivono rimpiazzano i genitori che muoiono giovani.

Per i gatti, non va meglio. Ce ne sono davvero a centinaia per non dire di più. Magri da far paura. Alcuni si fanno avvicinare, altri scappano. Tutti sono alla ricerca spasmodica di cibo. 

Questi animali, sono scacciati, scansati e, a volte, presi a calci dai ragazzini e anche dagli adulti che vivono a Petra. E di cui vi parlerò più avanti.

cagnolini

Sono volontaria in un rifugio felino a Siena e quindi, mi ero preparata. Nel senso che nella valigia avevo messo decine e decine di stick per gatti, per sfamare quelli che sapevo popolare Petra.

Non ne avevo portati abbastanza, mannaggia a me.

Quindi, se state leggendo questo post perché avete intenzione di visitare a Petra, vi prego: portate un po’ di cibo per cani e gatti. Abbiate pietà.

È difficile chiedere da mangiare se non si ha la parola. E quando siete sul posto, date loro da bere! GRAZIE! 

Asini, cammelli e cavalli abusati a Petra

cartello petra abusi animali

Prima dell’arrivo al famoso siq che porta a Petra, lungo la strada in discesa, vedrete questo rassicurante cartello. 

Invita chiunque assista a una scena di maltrattamento di un animale, a denunciare l’accaduto presso le autorità locali.

C’è da fare un distinguo: Petra è divisa tre zone, occupate da tre tipo diversi di animali “da soma”.

Cavalli beduini

entrata petra

La parte più scura è la “pista” per i cavalli dei beduini

La zona che va dalla biglietteria all’entrata del siq è servita da cavalli e gestita dai beduini. 

La passeggiata a cavallo è già inclusa nel prezzo del biglietto.

I cavalli dei beduini sono gli unici “ufficiali” a Petra, sono tenuti bene e in ottima salute. Si vede a occhio. Galoppano e transitano su una strada sterrata, fatta apposta per loro. Non abbiate timore e cavalcateli tranquillamente, se ve la sentite.

Carrozzelle a tre posti, trainate da cavalli

carrozzella

Dall’entrata del siq e fino al Tesoro, ci sono le carrozzelle a tre posti, trainate da cavalli. 

Sono abusivi. Galoppano incuranti della folla e del cavallo che scivola sulla pietra dura. Senza contare i traumi che si infliggono a un cavallo quando lo si fa galoppare su una superficie non adatta agli zoccoli.

Sono animali pieni di piaghe, mal tenuti, denutriti e sfruttati in maniera indecente. Non cadete in tentazione di farvi trasportare, neanche al ritorno, quando sarete stanchi e il siq sarà in salita.

Prendetevi tempo di camminare lentamente, con calma. Fermatevi lungo il percorso, ma non prendete le carrozzelle.

Asini e cammelli: il peggio del peggio

cammelli

Dal Tesoro e per tutta Petra, il territorio è di asini e cammelli.

Anche per loro vale lo stesso discorso dei cavalli nel siq: sono maltenuti e sfruttati, soprattutto gli asinelli. Piccolissimi e magri, anche se si tratta di animali da soma resistenti, vedere un uomo adulto di un metro e 80 galoppare su quelle povere bestiole, con i piedi che quasi toccano terra, è indecoroso.

ciuchino

E non parlo neanche delle turiste americane, obese, che si fanno portare al galoppo fino al Monastero.

I cammelli non sono trattati meglio. Forse il fatto che siano più grandi, li rende meno teneri, ma sono anche loro pieni di piaghe. Alcuni camminano con le zampe legate, per impedire loro di correre.

Maltrattamenti a Petra 

Fatta questa premessa e tenuto a mente il cartello iniziale, una volta entrati a Petra, vi renderete conto che o denunciate tutti, o lasciate perdere.

Questi animali sono condotti da orde di bambini e ragazzini maleducati e senza scrupoli. Li vedono solo come mezzi per fare soldi e non se ne prendono cura adeguatamente.

Non usate gli animali da soma a Petra, per favore.

Tutto questo pippone per dire: NON USUFRUITENE.

Come turisti, dobbiamo essere e dimostrarci responsabili, anche per chi non lo è.

Se non ce la facciamo a scalare la montagna per andare al Monastero, ci sono strade che permettono di arrivarci con la jeep. Senza sfruttare animali e sopratutto senza contribuire al degrado di Petra.

Perché è meglio non usare gli animali da soma a Petra.

ciuchino a petra

Gli zoccoli degli asini che galoppano su e giù per gli scalini intagliati dai nabatei migliaia di anni fa, li stanno inesorabilmente rovinando.

Vedrete dei veri e propri “buchi” nella roccia, in corrispondenza della zona dove gli asini posano gli zoccoli.

Tutte le guide sconsigliano di usufruire degli animali.

Non sono adeguatamente nutriti e ben tenuti.

Non è corretto sfruttarli e, anche se del benessere degli animali non vi importa niente, vi dovrebbe importare di Petra.

Petra è patrimonio dell’umanità non solo in senso UNESCO, ma in senso lato.  Dobbiamo preservarla per le generazioni che verranno, evitando di deturparla e degradarla ulteriormente. 

Un turista responsabile, pensa a coloro che verranno dopo, non solo alla propria comodità del momento.

Cianfrusaglie e paccottiglia in vendita

paccottiglia petra giordania nabatei

Ovunque, dal Tesoro in avanti, troverete una quantità di banchetti che vendono cianfrusaglie mai vista prima. Paccottiglia orrenda della qualità più infima, fatta passare per quella che non è.

Real beduin kohl” cinese che vi farà irritazione dalla prima applicazione. 

banchini

In qualsiasi posto vi soffermerete, per quanto in alto potrete andare, troverete sempre un tavolino con esposte collanine e magneti.

Per carità, è un modo migliore per fare soldi che sfruttare un povero asinello, ma tutti questi braccialetti di perline, venduti ovunque, anche dentro i palazzi, squalificano Petra in maniera incredibile.

banchetti petra

Invece di ammirare le tombe e i palazzi intagliati nella roccia, si finisce per trovarsi davanti un mercatino di pessima qualità. Un sito come Petra dovrebbero essere tenuto come fosse d’oro e invece, viene sfruttata come fosse Las Vegas.

Con tutto il rispetto per Las Vegas, si intende. 

Sporcizia e pattume

Un’altra cosa che mi ha stupita enormemente, è stata la sporcizia.

La quantità di cavalli e asini e cammelli che si trova dentro Petra, produce un ammasso enorme di sterco. Che chiaramente nessuno pulisce, ci penserà la pioggia in primavera o il sole, a essiccare tutto.

Camminerete sulla merda. Scusate il francesismo.

Oltre allo sterco, anche la quantità di spazzatura lasciata e lanciata ovunque, è vergognosa.

gran tempio petra

E non pensiate che si tratti di roba lasciata dai turisti. Per una volta, mi sento di difendere la categoria. I cestini sono pochissimi, ma ci sono.  Tutti questi rifiuti, bottiglie di plastica, incarti di merendine, ecc. sono lasciati dai ragazzini (e non solo) che guidano i cammelli e gli asini su e giù per il sito.

Abbiamo trovato bottiglie di plastica davvero ovunque. È un’altra caratteristica che squalifica da morire Petra, facendola apparire inesorabilmente trascurata e cheap.

Olezzo

Appena arriverete a Petra, prima ancora di arrivare nel siq, sentirete inesorabilmente odore di (quello che io chiamo) “cane bagnato”.

Un odore di animale sporco.

Non l’odore di fieno e di cavallo che si sente nelle stalle, no. Qualcosa di più penetrante e acido. L’odore si farà più insistente man mano che camminate dentro il siq e raggiungerà il culmine proprio dentro Petra.

Sterco e pattume, chiedono il conto.

Mosche

capre a petra

Richiamate dalla quantità indicibile di deiezioni, la cosa più schifosa di Petra (e capisco che sia un termine brutto, ma continuate a leggere) sono le mosche.

Una quantità incredibile, mai viste così tante mosche in vita mia.  Ricoprono tutto e tutti, non vanno via se le scacciate, si posano sulle mani, sulle braccia, agli angoli della bocca, negli occhi.

Mentre ansimavo affrontando (il mattino alle 7!!!) la salita e gli scalini per arrivare al Monastero, ne ho ingoiata una. Per poco non vomito. Risalendo il siq a tarda sera, ne ho mangiata un’altra. Qui, non sono riuscita a trattenere i conati.

Le mosche mangiano vive le povere bestie che abitano a Petra, e intendo letteralmente. Se tirate fuori del cibo, si avventano su di voi.  Non sono fastidiose, di più. 

I giordani che lavorano a Petra, non la rispettano come dovrebbero

Dispiace da morire dirlo, ma sono gli stessi giordani a non avere rispetto di Petra.

Forse la danno per scontata, un po’ come noi italiani facciamo con Pompei.

A Petra si arriva, oltre che attraversando il siq, anche da altre strade. I giordani che “lavorano” a Petra, o perché sono proprietari dei banchini di cianfrusaglie o perché sono proprietari di un asinello, arrivano in SUV vecchi e scassati. Guidano a tutta velocità e ascoltando la radio a volume altissimo. Alzano una polvere incredibile, suonano il clacson senza badare a dove si trovano.

Le decine di venditori o di conducenti di cammelli, urlano e litigano tra di loro, cercando di rubarsi i clienti a vicenda. Vociano lungo il siq, ridendo se lanci loro un’occhiataccia. 

petra tesoro

Tutto questo mi è dispiaciuto da morire.

Capisco che debbano mangiare sfruttando quello che hanno, ma potrebbero farlo in ben altro modo. Il fatto che arrivino frotte di turisti da tutto il mondo e tutto l’anno, non li autorizza a trattare così un patrimonio dell’umanità. Quando esagerano interviene la polizia, presente costantemente a cavallo (animali tenuti benissimo, stavolta!) in tutto il sito. Ma se non esagerano, hanno mano libera.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta affatto è questa: senza autorizzazione alcuna, nei punti più panoramici e “classici” nel senso fotografico del termine, qualcuno ha steso dei tappeti.

Ecco, per potersi avvicinare e fare una foto, si deve pagare 1 dinaro.

tesoro petra

Ci si avvicina, ci si toglie le scarpe, si attraversa il tappeto dopo aver pagato e in questo modo si è “liberi” di godere del panorama. Così, arbitrariamente, come se quel posto fosse di proprietà di qualcuno.

Ecco, io mi sono rifiutata. 

Non è corretto, non è giusto e francamente rompe anche parecchio le palle. Non date a questa gente neanche una piastra.  Se vi fanno problemi, chiamate la polizia turistica che è nei paraggi e vi lasceranno in pace.

petra panorama altare sacrificio

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Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio

 

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