Emerge dalla sabbia in cui è rimasta sepolta per secoli Jerash, dalle colline brulle e bruciate dal sole, come dimenticata dal tempo.

Visitarla è tornare indietro di millenni, in un’epoca in cui Roma dominava il mondo.

Un’epoca in cui la Città Eterna plasmava i popoli secondo i suoi usi e trasformava le città secondo il suo modello.

jerash gerasa resti romani

Jerash è una città di poco più di 50 mila abitanti a nord ovest di Amman, conosciuta per le rovine romane meglio conservate al mondo – fuori dall’Italia.

Dista dalla capitale giordana circa un’ora di auto ed è perfetta per essere vista anche in un giorno, facendo base proprio ad Amman. Noi abbiamo scelto questa soluzione, perché di hotel a Jerash non ne abbiamo trovati.

È il secondo sito più visitato della Giordania dopo Petra e, se vi piace l’archeologia, non rimarrete delusi.

La storia di Jerash

cardo maximo strada colonnata gerasa jerash giordania

Originariamente la città di Jerash era conosciuta come Gerasa e, da alcune iscrizioni greche ritrovate sul luogo, pare sia stata fondata addirittura da Alessando Magno, su un sito abitato dall’uomo fin al neolitico.

L’età d’oro di Gerasa arrivò sotto il dominio dei romani che la conquistarono nel 63 a.C..

Divenne parte della Decapoli, una lega di dieci province romane collocate al confine orientale dell’Impero. Ne facevano parte anche Philadelphia, la moderna Amman e Damasco.

Nel 749 d.C. quando un devastante terremoto la colpì, per Jerash era già iniziato il declino da parecchi anni.

Fu il colpo di grazia. Venne abbandonata definitivamente e ricoperta dalla sabbia fino alla sua “riscoperta”, secoli e secoli dopo.

Alla scoperta di Jerash, una delle gemme della Giordania

piazza ovale gerasa

Anche abituati come siamo a vedere rovine romane risplendere in tutta Europa, a Jerash si rimane davvero molto colpiti.

Il sito non è tenuto benissimo, le parti più lontane dall’entrata principale sono invase da erbacce e per spostarsi da un tempio all’altro, la strada è sterrata e sconnessa.

Diciamo pure che a volte si cammina in un campo incolto.

Ciononostante, ci sono dei reperti davvero stupefacenti, alcuni dei quali non dovete assolutamente perdere.

Arco di Adriano e l’Ippodromo di Jerash

arco di adriano gerasa giordania

L’Arco di Adriano è quello che vi accoglie all’entrata.

Dà un’idea di tutto ciò che troverete una volta varcata la sua soglia. Fu costruito per onorare la visita dell’Imperatore Adriano (sì, lui, il mio adorato, quello de Le Memorie di Adriano, del Vallo e della Villa), nel 129 d.C..

La parte centrale dell’arco fu costruita per permettere il passaggio della carrozza dell’Imperatore, mentre gli archi ai lati erano riservati ai pedoni (uno era per i nobili e l’altro per il popolo).

Subito dopo l’arco, camminando lungo la strada sterrata (portatevi delle buone scarpe!), si trova l’ippodromo. Una struttura ovale, con le gradinate pesantemente restaurate e gli stalli ancora parzialmente intatti, che poteva ospitare oltre 15.000 spettatori.

È possibile camminare sia all’interno della pista che all’interno degli stalli, ma fate attenzione alle storte (storia vera).

Se vi piacciono le rievocazioni storiche, nell’ippodromo di Jerash è possibile assistere a uno spettacolo due volte al giorno, che dura circa 45 minuti. Non ho idea di cosa si tratti, l’ho semplicemente letto nel biglietto d’ingresso e non vi ho assistito personalmente.

Lo spettacolo non è incluso nel biglietto e si paga a parte. Leggete qui tutti i dettagli.

Piazza Ovale e il cardo maximo: la vera Gerasa

gerasa jerash piazza ovale

Al di là della Porta Sud, inizia la “vera” Gerasa e ci si trova davanti alla Piazza Ovale.

È una piazza gigantesca, contornata da 56 colonne e pavimentata di bianco. Fu costruita per riunire i cittadini e riusciva a contenere oltre 15.000 persone.

Quello che impressiona è che le colonne sono di altezze diverse. Ma a uno sguardo d’insieme non si nota. È un’illusione ottica studiata secoli prima della prospettiva del Borromini.

La forma ovale della piazza introduce alla strada colonnata che porta al Santuario di Zeus, una volta l’edificio più importante di Jerash. Il tempio dedicato al padre degli dei fu edificato nel 162 d.C.

Non ne rimane molto, ma vale la pena di salire gli scalini per godere di una vista bellissima sulla città.

Antiche rovine e sullo sfondo una città moderna. È una dicotomia che si trova spesso in Giordania, soprattutto nella Cittadella di Amman.

Leggi anche: Visitare la Cittadella di Amman

Teatro Sud di Jerash

Il teatro a sud è quello più grande di Jerash e anche il più antico.

Poteva contenere circa 3000 persone.

È davvero molto bello, ma c’è un gruppo di musicisti (ho letto di loro ovunque, quindi sono stanziali) che suona la cornamusa (!) e che a me ha dato abbastanza fastidio.

Anche perché fare foto senza loro in mezzo, è quasi impossibile!

Il Cardo Maximo: la strada colonnata

cardo maximo

Tipico cardo maximo romano, la strada colonnata era il centro nevralgico di Gerasa.

800 metri di strada lastricata che dalla piazza ovale conduce alla Porta Nord. Si vedono ancora i segni lasciati dalle ruote dei carri.

Lungo la parte sud del cardo, si possono ancora vedere i resti dei negozi che occupavano i lati della strada oppure la cattedrale, l’edificio bizantino più antico di Gerasa.

Anche se non è grande come il suo corrispondente a sud, anche il Teatro Nord è di certo un edificio che suscita scalpore. Costruito intorno al 165 d.C. non serviva a spettacoli o divertimento di alcun genere, ma era usato per riunioni politiche o di governo. Il suo uso terminò nel quinto secolo e, da allora, alcune parti furono usate per costruire altri edifici nella città.

La Chiesa del Vescovo Genasio

chiesa vescovo genasio

Se vi piacciono i mosaici, non la potete perdere. Ne rimangono pochi, circondati da colonne semi crollate e, il sito, è particolarmente infestato da erbacce.

Non si può attraversare la chiesa, ma solo girarci attorno, per cui è bene dotarsi di scarpe adatte. Proseguendo, si arriva al Tempio di Artemide, dedicato alla dea patrona di Gerasa. Il Tempio di Artemide non è mai stato completato, ma vi assicuro che è davvero imponente.

Quanto tempo passare a Jerash

tempio di artemide jerash giordania

Il sito è molto grande, ma anche molto stancante.

Noi l’abbiamo visitato in primavera inoltrata, a giugno e ce l’abbiamo fatta in 3 ore, senza mai fermarci. Siamo entrati al mattino presto e siamo usciti all’ora di pranzo, per evitare le ore più calde.

Se la visitate d’inverno, direi di prenderevela con calma e in quel caso, almeno 4 ore voleranno via.

mura

ATTENZIONE ALLE TRUFFE! Non mi è capitato personalmente, ma ho letto in diversi siti che ci sono gruppi di adolescenti, particolarmente nel sito archeologico di Jerash, che si offrono di fare foto ai turisti, per poi chiedere un piccolo riscatto per rendere la macchina fotografica, il cellulare ecc. In effetti, proprio al tempio di Zeus, c’era un ragazzino (circa 12 anni), che ci ha seguito per tutto il tempio, proponendosi insistentemente per farci una foto. Essendo informata, ho evitato. Di sicuro sarà stato in buona fede, ma sempre meglio non rischiare. Comunque, fuori dalla biglietteria, c’è uno stallo della Polizia Turistica. Per qualsiasi cosa, chiedete aiuto.

Leggi anche: La Giordania è sicura?

Jerash: informazioni per la visita (biglietti e orari)

entrata

Se avete un’auto propria, accanto all’arco di Adriano, subito prima dell’entrata, c’è il parcheggio per visitare il sito, gratuito.

Il biglietto d’entrata è abbastanza costoso: 12 dinari, circa 15 Euro. L’entrata è però inclusa nel Jordan Pass, che vi consiglio caldamente di acquistare prima di partire. Vi farà risparmiare parecchi soldi.

All’interno del sito di Gerasa vi è un solo ristorante / bar, vicino all’entrata. Non ci sono altri punti di ristoro, una volta passata la porta principale, per cui organizzatevi con acqua e qualche snack.

Se visitate in estate, portatevi tanta acqua, perché il sole è feroce e la polvere è tantissima. Indossate scarpe comode, un cappello e crema solare in quantità.

Non ci sono panchine o luoghi in cui riposarsi lungo i percorso, tranne che al tempio di Artemide, esattamente all’ estremità opposta dell’entrata.

ninfeo gerasa

Prima di entrare nel sito, si passa attraverso un mercato coperto dove, se volete, potete acquistare souvenir, acqua ecc.

Il sito archeologico di Jerash è aperto tutti I giorni dalle 8 del mattino fino alle 18.30 in estate e fino alle 16 in inverno. Durante il Ramadan chiude alle 15.30.

Per essere il secondo sito più visitato di Giordania, la mattina in cui siamo andati noi c’era davvero pochissima gente, anche se, con il passare delle ore, si è riempito abbastanza. Con molta probabilità i bus turistici arrivano verso le 11/12 del mattino e noi, a quell’ora, eravamo già a metà percorso.

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Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio

 

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