In questo post vi darò un’idea di cosa vedere a Valencia in 2 giorni (con un itinerario in bicicletta), di dove dormire e di come esplorare questa incredibile città.

Valencia, la capitale della Comunità Valenciana, è la città perfetta da scoprire in due giorni, soprattutto in sella a una bici.

Le ragioni sono tante: è una città di mare, è completamente piatta e le piste ciclabili sono infinite.

Non solo: i suoi giardini principali avvolgono la città come un abbraccio e ci si può godere una pedalata al fresco delle migliaia di altissime palme.

Lontano dal traffico e in totale sicurezza!

Generalmente, quando sono in giro per una città nuova, compro sempre la tessera per poter viaggiare su tutti i mezzi. Il trasporto pubblico è fondamentale per scoprire lo spirito di una comunità. Poi è il mezzo più economico, che non guasta.

Se vi interessa, potete acquistare la Valencia Turist Card per 24, 48 o 72 ore. 

Noi, a Valencia, abbiamo scelto la bici: ecologica e faticosa, ci ha fatto scoprire una Valencia lenta e ombreggiata, fatta di viuzze assolate e piazzette.

Valencia

Valencia in 2 giorni: consigli rapidi

Se non avete il tempo di leggere tutto il post, ecco alcuni consigli al volo da seguire subito.

Arrivare a Valencia: per spostarsi dall’aeroporto fino al centro città, prenotate direttamente dall’Italia un transfer privato, in modo da non perdere tempo e arrivare rapidamente in hotel.

Free tour di Valencia: approfittate subito di un free tour di Valencia, vi permetterà di avere un’idea della città e di capire esattamente cosa vi interessa visitare nei 2 giorni a Valencia.

→ Free tour della street art di Valencia: Valencia è una città ad alta intensità di street artist, tanto da aver organizzato un free tour a tema. Se avete voglia di vedere questa parte della città, fatelo con un tour guidato.

→ Biglietto combo Bus Turistico e Oceanografico: acquistate subito un biglietto con entrata salta-fila all’Oceanografico combinato con quello del bus turistico. Vi permetterà di girare per la città in modo inusuale, di arrivare alla sua attrazione più famosa senza sbattimenti e di entrare saltando la fila. 

Carta turistica: se avete intenzione di prendere i mezzi pubblici, acquistate la carta turistica, che vi permetterà di risparmiare sui viaggi .

Noleggiate una bici: se vi interessa visitare Valencia in maniera alternativa (come abbiamo fatto noi) ecco il link per noleggiare la bicicletta da 1 a 4 giorni.

Hotel in centro: Valencia è una città dal centro storico relativamente piccolo, ma se volete approfittare al massimo dei 2 giorni a disposizione, è importante avere un hotel in un punto strategico. Date un’occhiata all’Hotel Plaza Mercado, nella città vecchia. Ha anche camere familiari. 

Valencia Placa de la Reina

Valencia: cosa vedere in due giorni

Prima di prendere la bici in affitto, chiedete al vostro albergo.

Il nostro, il Sweet Hotel Continental (che vi consiglio perché economico, pulito e in centro!), affittava bici fighissime a 10 euro al giorno, incluso lucchetto e assicurazione contro il furto.

Ne abbiamo approfittato subito il primo giorno. La notte la riportavamo in hotel e la mattina dopo era a disposizione.

Alla reception, ci hanno dato un volantino con le regole da seguire per i ciclisti.

Che poi sono le stesse che valgono in tutte le città del mondo. Non andare sul marciapiede. Legare le bici agli arredi urbani in modo che non diano fastidio. Usare dove possibile le piste ciclabili. Rispettare i segnali stradali.

Letto questo, siamo partiti alla scoperta di Valencia in bicicletta.

Se il vostro hotel non offre questo servizio, cliccate qui per noleggiare una bici a Valencia.

Mercat Colòm di Valencia

Cosa vedere a Valencia Giorno 1

JARDÌ DEL TURÌA

Se guardate qui sotto la mappa di Valencia, noterete come la Ciutat Vella (Città Vecchia) sia avvolta da una striscia verde.

Si tratta dei Jardì del Turìa, e sono quello che si chiama un ottimo recupero urbano. Un’idea semplice e geniale.

Il Turìa era il grande fiume di Valencia. Nel 1957 inondò la città, creando danni ingentissimi. I valenciani decisero di deviare il fiume fuori dalla città, lasciando il letto vuoto e desolato. Per anni è stato semplicemente una brutta cicatrice.

Negli anni Ottanta, un gruppo di architetti e paesaggisti lo prese in mano, facendone un progetto ambizioso, ma molto bello.

Hanno creato una lunga striscia verde piena di alberi, aiuole, siepi, campi da calcio, luna park. Una successione infinita di panchine, parchi giochi, giardinetti e palme, verde anche d’inverno.

È aperto 24 ore al giorno, è pulitissimo ed è lungo 11 kilometri.

E, chiaramente, è pieno di piste ciclabili. Che ve lo dico a fare? La nostra scoperta di Valencia inizia dai Jardì del Turìa.

Entriamo all’altezza del Puente Trinidad e proseguiamo pedalando verso il mare.

Valencia Jardì del Turìa

CITTÀ DELLE ARTI E DELLA SCIENZA

La pedalata nei Jardì è piacevolissima, la temperatura ottima, l’aria profuma di sale.

Dopo circa 15 minuti di bici, arriviamo alla Ciutat de les Artes i les Ciènces (Città delle Arti e delle Scienze), il capolavoro architettonico di Santiago Calatrava.

Si trova in Avenida Autopista del Salem numero 5, nella parte finale dei Jardì.

Questo enorme complesso museale è nato alla fine del secolo scorso ed è il simbolo di Valencia.

È composto da una serie di edifici che sembrano scheletri di molluschi e giocano con i riflessi sugli specchi d’acqua antistanti.

Se vi piace l’architettura moderna, a Valencia avrete pane per i vostri denti.

Il complesso è composto da un teatro lirico, da un cinema Imax (Hemisfèric), dal Museo della Scienza, dall’Agorà (un edificio polifunzionale) e dall’Oceanografico.

Quest’ultimo edificio non è di Calatrava, ma è stato progettato da un altro architetto: Félix Candela.

CITTÀ DELLE ARTI E DELLA SCIENZA: TUTTI GLI EDIFICI

  • Palau de les Artes: è il teatro più famoso di Valencia, creato per inserire la città nel circuito internazionale della grande opera lirica.
  • Hemisfèric: la mezza calotta a forma di occhio che, riflettendosi nello specchio d’acqua sottostante, diventa intera. All’interno ospita un cinema IMAX.
  • Umbracle: il belvedere lungo oltre 300 metri, composto da archi alti oltre 60, che si succedono l’un l’altro, creando un effetto ottico incredibile. Forse è il posto che mi è piaciuto di più dell’interno complesso.
  • Museu del les Ciènces Principe Felipe: è il più grande museo di tutta la Spagna ed è diviso in due sezioni. La prima che ospita sale per riunioni e congressi e la seconda che ospita mostre a carattere scientifico. Cliccate qui per acquistare i biglietti per il Museo della Scienza. 
  • Oceanografico: leggete il mio post su come visitare l’Oceanografico di Valencia per tutte le informazioni.

Proseguiamo la pedalata, nel pomeriggio torneremo a visitare l’Oceanografico. Arriviamo al porto dell’America’s Cup.

Valencia cosa vedere in 2 giorni in bicicletta

PORTO DELL’AMERICA’S CUP

Nel 2007 Valencia ha ospitato la prima edizione europea della gara velistica più famosa al mondo, la Coppa America, e l’area della darsena è stata totalmente ristrutturata.

A me non è piaciuta affatto.

L’edificio più famoso, il Veles e Vents è totalmente abbandonato.

Tutta l’area è abbandonata, circondata da cantieri mai finiti oppure mai smantellati. Mi ha fatto una gran tristezza, mi aspettavo molto di meglio.

E sinceramente tutto questo “prezioso gioco di volumi grazie ai quali le piattaforme ricevono ombra permettendo agli ospiti di seguire le regate” io non l’ho visto.

L’area del porto è attraversata anche dal circuito cittadino di Formula 1, con la pista che fiancheggia il mare.

Valencia Veles e Ventes

SPIAGGIA DELLA MALVARROSA

Con 5 minuti di pedalata, più avanti rispetto al porto dell’America’s Cup, c’è la spiaggia della Malvarrosa. Una striscia di sabbia infinita e grandissima, piena di gente, con un mare trasparente e pulito.

Siamo a metà luglio e c’è un clima perfetto! È caldo, con una brezza fresca e per andare in bici è l’ideale.

La Malvarrosa è una spiaggia libera, lunga 7 kilometri, sul retro ha una bella passeggiata ombreggiata da altissime palme, la pista ciclabile e una serie di negozietti e ristorantini dove assaggiare tapas di pesce.

I poliziotti sono a cavallo, fanno molto USA.

Ci prendiamo un panino e ci gustiamo l’atmosfera marina.

Nell’arroventato pomeriggio ci ripariamo all’interno dell’Oceanografico, dal quale usciremo praticamente a sera inoltrata.

Valencia spiaggia Malvarrosa

Mappa itinerario Valencia in bicicletta giorno 1

valencia itinerario in bicicletta 2 giorni

Cosa vedere a Valencia – Giorno 2

Dopo aver pedalato nella natura per tutto il primo giorno, il secondo lo dedichiamo al centro storico di Valencia.

Abbiamo preso un hotel nel quartiere di Ruzafa (Russafa in arabo vuol dire “giardino”) – carinissimo, soprattutto la sera – e da lì ci muoviamo per Valencia con le nostre biciclette. 

MERCAT CENTRAL E LA LONJA

Visitiamo il Mercat Central, a detta di tutti il più famoso mercato di Valencia. 

Si tratta di una struttura in ghisa e ferro, bellissima, del 1929. All’interno del mercato, oltre 1200 banchi di cibo tipico e non, da consumare sul posto o da cucinare a casa.

Il Mercat Central è molto turistico, ma è anche tra i più grandi mercati chiusi d’Europa ed è il luogo ideale per gustare le prelibatezze locali.

Si dice che, durante l’America’s Cup, il Team Prada l’abbia affittato tutto per un ricevimento serale, facendo rimanere aperte le bancarelle fino a tardi e deliziando gli invitati con le tapas valenciane.

Jet set a parte, il Mercat Central è davvero un bellissimo edificio, costruito alla fine degli anni ’20.

Valencia Mercat Central

La Lonja

Accanto al Mercat Central, visitiamo la Lonja, l’antica borsa della Seta, edificio riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Ha uno stile orientaleggiante e lungo tutto il perimetro una scritta invita i partecipanti a una compravendita retta e senza inganni.

È il maggior esempio degli antichi splendori di Valencia, città nella quale la produzione di seta era di importanza vitale.

L’edificio fu eretto nel 1483 ed è diviso in due corpi, separati da una torre quadrata. Il corpo di destra prende il nome di Lonja, mentre quello di sinistra si chiama Consulat. 

All’interno, la stanza più formidabile è la sala de la Bolsa, gigantesca, divisa in tre navate da 24 colonne. Dimostra che la vendita della seta era presa in maniera molto seria dai valenciani. 

Cliccate qui se vi interessa visitare l’interno della Lonja.

Sebbene tutto il complesso abbia subito un restauro decisamente pesante per il nostro gusto (a dirla tutta sembra che sia stato costruito l’altro ieri e non alla fine del 1400), vale la pena di essere visto.

Nei pressi della Lonja, si può visitare anche la chiesa dei Sants Jonas, del 1368, con uno splendido interno barocco.

Valencia Lonja

LA SEU

Ci spostiamo pedalando in Plaça de la Reina, il centro della città vecchia, per vedere la Seu.

Si tratta della cattedrale dall’aspetto barocco, famosa per il Micalet o Miguelete, il campanile ottagonale dal quale si gode una vista impareggiabile su Valencia.

La costruzione della Seu iniziò nel 1262, ma è stata più volte rimaneggiata, anche nel 1700.
All’interno, si trova quello che sarebbe il Sacro Graal e che qui chiamano santo calix: il bicchiere che Gesù avrebbe usato durante l’ultima cena. All’interno della cappella, si possono ammirare anche due bellissime tele di Goya. 

A sinistra della cattedrale invece, si trova il famoso Micalet.

Il Miguelete deve il suo nome alla campana maggiore (inaugurata il giorno di San Michele) che è azionata ancora da un campanaro!

È alta 65 metri e la sua costruzione iniziò nel 1381, per terminare nel 1429.

valencia Vista

Proprio dietro la Cattedrale c’è Plaça de la Virgen. La riconoscerete perché ha al centro una fontana e, sul lato occidentale, la Generalitat. 

Si tratta della sede del consiglio della Comunità Valencia. L’ingresso è gratuito, ma può essere effettuato solo con visite guidate. Il palazzo è della fine del ‘400 e la sala principale, il Salò dels Corts, ha un soffitto degno di nota e le pareti ricoperte di azulejos, le famose ceramiche bianche e azzurre tipiche dell’arte moresca.

Plaça de la Virgen è resa eccezionalmente bella dalla chiesa barocca della Virgen dels Desamparatas, la Vergine degli Abbandonati, co-patrona di Valencia. L’entrata è gratuita e la chiesa è piccolissima, ma molto affollata e si capisce il perché.

Valencia Vergine degli abbandonati

IL BARRIO DEL CARMEN

Riprendiamo la bici e ci spostiamo nel Barrio del Carmen, che un vero viaggiatore non può certo tralasciare.

È il quartiere di Valencia con la più alta concentrazione di street art che, in certi palazzi, diventa proprio un enorme murales.

È una intricata collezione di stradine che vanno dall’ex monastero carmelitano El Carme, fino a Calle Caballeros.

Vi consiglio di approfittare del free tour che vi porta a scoprire la street art di Valencia.

Valencia street art

Dopo aver ammirato le decine di opere di strada, ci riposiamo un po’ all’ombra e ci beviamo una bella bibita fresca.

Durante il pomeriggio visitiamo anche il Mercat de Colón, molto carino, ma un po’ troppo fighetto per i miei gusti.

Preferisco posti più… ruspanti.

Dopodiché torniamo in albergo, diciamo addio alle bici e andiamo alla stazione della Renfe dove prendiamo il treno veloce ci porterà fino a Madrid, per proseguire il nostro itinerario in Spagna.

Mappa itinerario Valencia in bicicletta giorno 2

itinerario bicicletta valencia giorno 2

I mercati di Valencia

Valencia ha tre bellissimi mercati, due li ho visitati personalmente e ho scritto sopra quello che ne penso. Il terzo è il meno turistico e il più autentico, costruito nel 1957.

  1. Mercat Central: PLAÇA CIUTAT DE BRUGES, aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 15.00;
  2. Mercat de Colòn: Calle Jorge Juan 19, aperto da lunedì a giovedì dalle 7.30 alle 14.00; venerdì e sabato dalle 7.30 alle 15.00;
  3. Mercat de Russafa: Plaça Baróm de Cortés, aperto da lunedì al sabato dalle 7.30 alle 15.00.

Valencia Jardì del Turìa

Altre cose da Vedere a Valencia in bicicletta in due giorni

  • Plaça de l’Almoina – Si trova alle spalle della Seu ed è un bellissimo esempio di intervento urbano. Prende il nome dal palazzo dell’Elemosina che un tempo sorgeva in questo luogo. Sotto la vetrata che chiude la vasca, si intravedono i resti del foro romano.
  • Torres dels Serrans – Si tratta della più poderosa delle porte che davano accesso alla città, del 1392, chiusa da due enormi torri gotiche.
  • Torres de Quart – Altra porta di accesso alla città, questa volta del 1441, che ha la particolarità di avere ancora i fori dei proiettili francesi sparati durante l’assedio di Valencia del 1808.
  • Plaça del Ajuntament – La piazza del Municipio si trova a nord della zona dell’Eixample, l’ampliamento ottocentesco della città. Si apre su grandi palazzi degli anni ’20 del secolo scorso. Da notare la torretta in ferro del Palazzo delle Poste e dei Telegrafi.
  • Bioparc – Ve ne parla FrancescaGi più avanti nella parte relativa a cosa fare a Valencia con i bambini ma, per darvi un’idea, si tratta di uno zoo di moderna concezione, senza recinti visibili, ma con divisori naturali.

Jardì del Turìa e Città della Scienza

Cosa vedere nei dintorni di Valencia

Se dopo aver trascorso due giorni in bicicletta a Valencia, avete ancora voglia di esplorare, ecco alcune idee che vi possono stuzzicare:

Valencia Jardì del Turìa Oceanografico

Dove dormire a Valencia in 2 giorni

Noi abbiamo scelto un hotel nel centro storico, per comodità e perché comunque con la bici è facilissimo spostarsi.

  • Vincci Lys, Martínez Cubells numero 5 – È in pieno centro, ha una famosa colazione a buffet e un parcheggio interno in caso arriviate in auto.

Se invece volete godervi la brezza marina, ecco dove dormire a Valencia al mare:

  • Hotel Miramar Valencia, Paseo de Neptuno numero 32 – All’inizio sud della spiaggia della Malvarrosa, è una piccola struttura direttamente sulla spiaggia, con un ristorante interno.

Oppure, date un’occhiata al mio post su Dove alloggiare a Valencia se ci vai per la prima volta.

Valencia Malvarrosa

Valencia, 2 giorni in bicicletta: la mia esperienza

Valencia mi è piaciuta tantissimo, è una grande città, cosmopolita e moderna, ma vivibilissima. La scelta di visitarla in bici si è rivelata vincente. 

È stato un modo diverso e molto lento di visitare un posto nuovo e Valencia si presta bene.

Il primo giorno, la bici è stata assolutamente indispensabile, le distanze sono lunghe e percorrerle a piedi è troppo dispendioso dal punto di vista del tempo a disposizione.

Il secondo giorno ne potevamo fare anche a meno, nel centro storico le distanze si riducono drasticamente, ma è comunque piacevole e più veloce che andare a piedi.

I valenciani usano tantissimo la bicicletta, anche per i bambini. Addirittura all’interno dei giardini del Turìa, hanno una piazza grande come un campo da calcio, che riproduce le strade di una città, con i segnali orizzontali, i cartelli stradali e i semafori.

In questo modo i più piccoli possono esercitarsi con le loro bici in tutta sicurezza, imparando le regole di base del codice della strada.

Valencia MAlvarrosa

Valencia con i bambini: l’esperienza di FrancescaGi

Valencia è la città ideale per le famiglie e la sua scoperta vi incanterà.

ALL’OCEANOGRAFICO DI VALENCIA CON I BAMBINI

Direi che è semplicemente imprescindibile.

Tenete conto del fatto che è piuttosto vasto e all’interno c’è molto da camminare, quindi se avete bambini piccoli attrezzatevi quanto meno con un passeggino.

Per visitare l’Oceanografico, secondo me, l’età dei bambini dovrebbe essere dai 4 anni in su. 

Alcune vasche incantano chiunque, ma se si vuole che i bambini apprezzino davvero quello che stanno vedendo, questa è l’età minima.

Chiaramente è molto affollato se si va nel week end o nei giorni festivi.

Il mio consiglio è di essere mattinieri, perché se sarete lì per l’apertura (ore 10 di solito) vedrete almeno tutta la parte iniziale prima che si riempia.

Tutto bellissimo e incantevole, ma mio figlio è impazzito per il tunnel con gli squali. 

Urlava da matti ogni volta che ne passava uno sulle nostre teste.

All’interno dell’Oceanografico ci sono molti posti per mangiare e tutti mediamente abbordabili.

Unico luogo più caro è il ristorante sommerso, che ha comunque prezzi quasi umani. 

Noi eravamo in vena di follie e saremmo andati a mangiare lì senza problemi, se non fosse che era già al completo con le prenotazioni. 

Quindi se volete provarlo, vi consiglio di prenotare per tempo on line.

Valencia Lonja

CITTÀ DELLA SCIENZA CON I BAMBINI

Confesso che mi avevano sconsigliato di andare, visto che nostro figlio ha 4 anni.

Abbiamo deciso di provare comunque, prendendo il biglietto unico Oceanografico + Città della Scienza.

Con il senno di poi, dirò che avevano ragione.

Il museo è bello, pensato per i bambini, ma qui secondo me l’età minima per apprezzarlo è almeno 7/8 anni.

Ci sono anche delle aree per i più piccoli, ma davvero troppo poche in proporzione per attirare l’attenzione di un quattrenne (soprattutto se già stanco dal mega giro all’oceanografico).

Anche qui un consiglio: c’è all’interno un simulatore di voli nello spazio. Se andate, prenotatelo on line perché i posti sono pochi e vanno via in un secondo.

PARCO DEL GULLIVER A VALENCIA CON I BAMBINI

Tutti mi hanno consigliato questo parco e onestamente non capivo cosa potesse esserci di così entusiasmante in un parco pubblico in cui si accede senza pagare.

Poi ho capito.

È fantastico! Un enorme Gulliver steso a terra e il suo corpo trasformato in scale e scivoli per grandi e bambini.

Divertente, sano, faticoso, emozionante. Ci siamo andati due giorni di seguito perché mio figlio si è divertito troppo e noi anche! Si trova all’interno del Jardì del Turía.

BIOPARC DI VALENCIA CON I BAMBINI

Il bioparco di Valencia è uno degli zoo (perché alla fine di quello si tratta) più belli tra quelli che ho visitato.

Gli spazi davvero enormi e gli habitat, prevalentemente africani, che sono stati ricreati danno davvero un senso di immersione nella natura.

L’area degli elefanti è a dir poco suggestiva.

Si visita comodamente in una mezza giornata piena. Anche qui io consiglio di arrivare per l’apertura perché questo vi consentirà di godere del parco con quella tranquillità che in certi luoghi non guasta mai.

All’interno non mancano le zone ristoro per mangiare ed è vietato introdurre cibo.

BUS TURISTICO

Mai e poi mai avrei pensato di prendere un bus turistico in vita mia. Poi è arrivato il figlio pazzo per i mezzi di trasporto e come resistere al bus a due piani?

Era la mia prima volta e quindi non so davvero dire se sia sempre così, ma nel caso di Valencia vi dirò che non ne vale la pena.

La città vecchia si gira molto meglio e con più gusto a piedi. Non lo consiglio.

valencia Seu

VALENCIA CON I BAMBINI: VARIE ED EVENTUALI

Purtroppo le bici dei bike sharing non sono provviste di seggiolino per i bambini.

Ci sono però moltissimi luoghi dove noleggiarle a prezzi ragionevoli e nella maggior parte dei casi sono indicate dagli stessi hotel.

Lungo tutto il giardino del Turia è un susseguirsi di aree gioco per bambini. Alcune sono bellissime.

I taxi hanno davvero costi molto contenuti. Noi abbiamo speso dall’aeroporto all’hotel in ora di punta 15 euro (di domenica mattina 8,75 euro).

Quindi in caso di necessità fatevi due conti perché potrebbe essere persino più conveniente della metro. Noi abbiamo scelto il taxi perché all’andata il nostro volo è rimasto bloccato oltre due ore a Fiumicino per maltempo. Volevamo recuperare il tempo perso!

A Valencia lofferta di cibo è vastissima, ma la paella va mangiata assolutamente.

Da provare anche l’horchata (meglio se presso l’Horchateria de Santa Catalina), i fartons e i churros con la cioccolata calda.

Indispensabili!

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Se state programmando un viaggio in Spagna, leggete il post di Francesca su come visitare Madrid con pochi soldi oppure cliccate qui per tutti gli altri articoli sulla penisola iberica.

Mappa di cosa vedere a Valencia in 2 giorni in bicicletta

Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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