Delfi è uno dei siti UNESCO più importanti della Grecia. Nascosto tra le frastagliate valli del Monte Parnaso, era uno dei luoghi sacri più importanti dell’antichità.

La leggenda narra che Zeus, il padre di tutti gli dei, rilasciò dagli antipodi della terra due aquile, che si incrociarono in un luogo magico, ai piedi di un monte brullo e spoglio. 

Ma in quel luogo esisteva una sorgente purissima, che dissetava la vallata altrimenti arsa dal sole.  Zeus dichiarò quel luogo il centro della Terra, l’ombelico del mondo.  

In altre storie si dice che il grembo di Gaia, la Madre Terra, sorgesse in un luogo isolato, vicino a una valle addolcita da una sorgente miracolosa e protetta da un alto monte.

Lì, si ergeva un tempio dedicato alla Grande Madre. Un enorme serpente, Pitone o Phitya, faceva da guardia al tempio. Un giorno Apollo arrivò in questo luogo incantato, uccise il serpente che lo custodiva e lo reclamò come suo.

Apollo aveva però bisogno di persone che lo adorassero. Assunse la forma di un delfino e guidò gli abitanti di Creta fino al tempio. Qui, venne adorato da coloro che lo avevano seguito. Vi costruirono altri templi, case e teatri, per celebrarlo in ogni modo. 

Affascinanti miti che raccontano la nascita di Delfi, una delle città più prestigiose dell’antica Grecia, economicamente prospera e sede dell’oracolo più famoso di tutti i tempi. 

L’Oracolo di Delfi

oracolo di delfi

Dal settimo secolo a.c. fino al quarto secolo d.c., l’Oracolo di Delfi fu la persona più famosa e potente al mondo.

La Sacerdotessa (perché udite! udite! l’oracolo era una donna) era conosciuta come Pizia (o Pythia) ed era a guardia del Tempio di Apollo. Si credeva addirittura che fosse la Bocca di Apollo sulla Terra.

La Pizia era così potente che poteva partecipare a eventi per solo uomini (come i giochi olimpici), possedere beni e avere un salario. Era scelta tra le giovani donne di Delfi, doveva condurre una vita rigorosa e modesta e avere un buon carattere.

“Lavorava” nove mesi l’anno. Durante gli inverni infatti l’Oracolo non riceveva.

Si purificava una volta al mese, digiunava, si bagnava nella sorgente Castalìa e ne beveva le acque sacre. Dopodiché entrava nel Tempio di Apollo, sedeva su uno scranno d’oro e inalava dei fumi che la facevano entrare in una sorta di trance, permettendole di entrare in contatto con Apollo e predire il futuro. 

I geologi hanno ipotizzato che questi “fumi” fossero dei gas allucinogeni derivanti dalla spaccatura delle placche tettoniche. Sulle rocce dove sedeva l’oracolo, hanno infatti trovato tracce di etilene, un gas dall’odore dolce che produce un leggero effetto narcotico.

Come si consultava l’Oracolo di Delfi?

Coloro che desideravano consultare l’oracolo dovevano percorrere la Via Sacra il nono giorno di ogni mese, sacrificare un animale sull’altare, generalmente una capra, e ascoltare la predizione.

Le parole della Pizia erano interpretate da un sacerdote, che le riferiva alla persona, la quale pagava per la predizione.  

Per secoli, tutte le più importanti decisioni, furono prese solo dopo aver consultato l’oracolo. Le persone era disposte ad attraversare il mondo allora conosciuto, pur di avere risposte alle loro domande.

Riceveva chiunque, sia regnanti che comuni cittadini.

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All’inizio l’oracolo dava solo consigli basati, diciamo così, sul buon senso. Risolveva dispute, guidava i governanti. In seguito si diceva che avesse delle visioni e che riuscisse a predire il futuro.

Le sue profezie potevano scatenare guerre, rompere matrimoni, oppure ordinare a Ercole di compiere le 12 fatiche.

Come succedeva spesso nelle importanti città dell’antica Grecia, anche Delfi aveva le sue gare di atletica, per onorare gli dei.

I Pythian Games di Delphi iniziarono tra il 591 e il 585 a.C. e divennero importantissimi, secondi solo a quelli di Olimpia.

Il Santuario di Apollo a Delfi

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Il Santuario di Apollo è il sito principale e il più visitato di Delfi. Ha al suo interno numerosi monumenti.

Si inerpica sulla Via Sacra, chiaramente in salita, e procedendo dal basso verso l’alto, si trovano l’Agorà Romana, il Tesoro degli Ateniesi, la Roccia della Sibilla, il Tempio di Apollo, il Teatro e lo Stadio, in cima alla collina. 

Il Tesoro degli Ateniesi

tesoro degli ateniesi delfi

La Via Sacra è tempestata da tanti piccoli templi donati dalle città greche, per commemorare le vittorie in battaglia.

Contenevano offerte ad Apollo. Ma erano costruiti anche come ringraziamento all’Oracolo per i suoi consigli, fondamentali per le vittorie riportate.

Il tempio più bello lo troverete in cima al primo tornante ed è il Tesoro degli Ateniesi. Si tratta di un piccolo tempio con colonne doriche, costruito per commemorare la vittoria di Atene nella Battaglia di Maratona nel 490 a.C. 

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Tempio di Apollo

tempio di apollo oracolo

Il tempio di Apollo domina l’intero sito, ed era la sede dell’oracolo. Fu costruito nel quarto secolo a.C. e ha iscrizioni che riportano alla saggezza dei filosofi greci come “Conosci te stesso” e “Nessun eccesso”.

Del tempio originale rimangono le colonne doriche, il pavimento e poco altro. Il tempio infatti fu distrutto dall’imperatore romano Teodosio I, come regalo alla cristianità. Siamo nel 390 d.C. 

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Il Teatro

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Sopra il Tempio di Apollo, sorge il Teatro.

Dal teatro si gode una vista bellissima non solo sulle rovine di Delfi, ma su tutta la vallata. Ospitava i grandi eventi che si tenevano periodicamente a Delfi. Quello che vediamo oggi però è il rifacimento di epoca romana, del quarto secolo d.C..

Conteneva circa cinquemila persone, in 35 ordini di posti.

Lo Stadio

stadio phityan games

Camminando in salita, arriverete allo Stadio, l’ultima parte del sito. Fu costruito intorno al quinto secolo a.C. ed è uno dei meglio conservati di tutta la Grecia. Fu rimodernato nel secondo secolo dopo Cristo, da Erode Attico.

Poteva contenere fino a 6500 spettatori.

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Il Santuario di Atena a Delfi

santuario di atena delfi

Il Santuario di Atena è a circa 800 metri dal Santuario di Apollo, lungo la strada che porta ad Atene. 

È anche il mio preferito di tutta Delfi, lo ammetto. Il sito è piccolo, si gira in una ventina di minuti, ma ne vale la pena. Fu costruito su un tempio molto più antico, di epoca micenea.

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Nel quarto secolo a.C., fu dedicato alla dea Atena. All’entrata del sito vi sono due piccoli tesori, uno dorico e uno ionico. Ma lo sguardo viene attirato dal thòlos.

Un piccolo tempio circolare, all’interno del quale probabilmente vi era una statua di Atena. Probabilmente a questo deve il nome di Tempio di Athena Prònaia. Originariamente era composto da venti colonne, ma ne rimangono solo tre, che sono state rimesse in piedi.

Vi consiglio di visitarlo al tramonto, la luce è strepitosa. 

Tra il Tempio di Athena Prònaia e il Santuario di Apollo, si scorgono le rovine del Ginnasio, dove gli atleti si allenavano. Purtroppo durante la nostra visita era chiuso e non abbiamo potuto neanche attraversarlo. 

Il Museo di Delfi

museo di delfi

Alla fine, se vi rimangono le forze, non perdetevi il museo. È piccolo e si visita in fretta, ma ci sono delle sfingi alate davvero bellissime. Il pezzo più pregiato è la famosa Auriga di Delfi. Una statua in bronzo della quale ancora si possono distinguere gli occhi di smalto. 

Delfi: come arrivare e biglietti

Si arriva al sito archeologico direttamente dalla Delfi moderna, a piedi.  Il sito è aperto dalle 8 alle 20 in estate e dalle 9 alle 16 in inverno. Il costo del biglietto è di 12 Euro.

Consigli per visitare Delfi: cosa portare per la visita

Come ho detto spesso parlando del tour in Grecia, in estate fa parecchio caldo.

Portatevi un cappello, crema solare e una bottiglia d’acqua. All’interno del sito non ci sono punti di ristoro, per cui bisogna organizzarsi prima.

Salviettine umidificate e un bel ventaglio non fanno scomodo.

Il sito è piuttosto… rustico: mettetevi un bel paio di scarpe comode. Come detto all’inizio è tutto in salita, per cui, oltre che comode, le scarpe devono essere adatte alle strade a ciottoli, sterrate e polverose. 

Dove dormire a Delfi

Noi abbiamo dormito all’hotel Nidimos, che consiglio caldamente. È comodo, economico, ha un parcheggio custodito e un’ottima colazione. 

Dove mangiare a Delfi

Avevo letto delle recensioni ottime su Tripadvisor e ho voluto provare la Taverna Dion. Non mi sono pentita! Si mangia bene e si spende poco.

Attenzione però perché è sempre molto affollata: se riuscite prenotate prima o dovrete aspettare un po’. Ma ne varrà la pena!

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Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio

 

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