Firenze, una delle città più belle del mondo. Attira milioni di turisti l’anno, attratti dai capolavori del passato, incantati dai Maestri e dai geni che hanno camminato per le sue strade. Tutti, anche chi Firenze abita, ammira passando le sue bellezze, ma pochi, neanche chi a Firenze vive, conoscono i suoi segreti più nascosti.

Eppure di segreti e misteri Firenze ne ha tantissimi. Ogni palazzo, ogni pietra, ogni ciottolo ha mille storie da raccontare. Incuriosita da questa guida,  esattamente come avevo fatto per Venezia, un bel dì di festa ho inforcato la bici e mi sono gettata in questa caccia al tesoro tutta medicea.

Ho scoperto angoli della città inaspettati. Ho visto cose che prima non avevo mai guardato. A volte, bisogna fermarsi per vedere. E avere in mano una buona guida che dà le risposte e toglie le curiosità, aiuta tanto.

Aguzzate la vista e, cartina alla mano, vi porto con me a scoprire solo, per ora, 13 segreti di Firenze.

Segreti Firenze

Segreti Firenze

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1) L’importuno di Michelangelo

Piazza della Signoria

Sulla destra dell’entrata di Palazzo Vecchio, proprio dietro alla statua di Ercole e Caco, si trova un basso rilievo. È un uomo di profilo, appena accennato, appena abbozzato. E’ attribuito niente meno che a Michelangelo. Sul perché il Maestro lo abbia scolpito, non si sono trovate delle risposte certe.

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Sono due le versioni più plausibili sulla sua origine. La prima narra di un uomo che seguiva ovunque Michelangelo, importunandolo con mille richieste e aneddoti. Un giorno il maestro, armato appena di uno scalpello, si fermò lungo in muro di  Palazzo Vecchio e scolpì l’uomo, forse per farlo tacere.

La seconda versione narra che Michelangelo, passando per caso da Piazza della Signoria, vide un condannato a morte che veniva trascinato al patibolo. L’espressione fissa e vuota dell’uomo colpì il maestro che, preso da improvvisa ispirazione, scolpì il volto dell’uomo sulla prima cosa che aveva a disposizione e con l’unico scalpellino che aveva in tasca.

Tutte e due le versioni sono affascinanti. Voi quale preferite?

2) L’autoritratto di Benvenuto Cellini

Loggia dei Lanzi – Piazza della Signoria

La statua del Perseo di Benvenuto Cellini si trova nella Loggia dei Lanzi, proprio di fronte a Palazzo Vecchio.

E’ imponente e anche solo a guardarla di fronte, si possono passare delle ore. Se però si ha la pazienza di girare intorno alla statua e alzare gli occhi, si scopre un bello scherzo che lo scultore volle fare al suo committente.

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Infatti, con un gioco abilissimo, ha inserito il proprio autoritratto sul retro della testa di Perseo, con una smorfia che mai gli sarebbe stata permessa sul fronte della statua.

Ci vuole un po’ per notarla, ma una volta individuata ci si chiede: come ho fatto a non vederla prima? E come hanno fatto i contemporanei del Cellini a non notarla?

E’ evidentissima. Vero? 😉

3) Messaggi segreti su Palazzo Bartolini Salimbeni 

Piazza Santa Trinita n.1

Questo bel palazzo, finito di costruire nel 1532, creò grandissime discussioni a causa del ritorno allo stile classico, assolutamente fuori moda al tempo. L’architetto Baccio D’Agnolo subì attacchi da tutte le parti per tanta audacia, ma incassò l’approvazione del Vasari (se vi pare poco.)…

Per vendicarsi di tutte le accuse, sulla trave che regge il portone principale, fece fare l’incisione “CARPERE PROMPTIUS QUAM IMITARI” – Criticare è più facile che imitare.

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E la famiglia di ricchi mercanti che commissionò il palazzo, la famiglia Bartolini Salimbeni, utilizzò le finestre per lanciare messaggi subliminali ai concorrenti, tipo “PER NON DORMIRE”, come si vede in questa finestra qui sotto.

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Probabilmente un invito al lavoro, o addirittura ad alzarsi presto per andare di buon mattino al mercato e aggiudicarsi gli affari migliori.

4) Meridiana al Museo della Scienza

Piazza dei Giudici n.1

Non ho detto che i segreti fossero tutti “antichi”.

E’ tutta da scoprire anche una meridiana moderna, sita davanti al Museo della Scienza, lungarno. Inaugurata nel 2008, è piena di segreti da scoprire.

Ai piedi della lama di bronzo, alta oltre 6 metri, c’è la rosa dei venti. La lucertola di rame chiaro è una mini-meridiana all’interno della meridiana più grande: la coda indica infatti quanto il sole raggiunge l’apice.

Segreti Firenze

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Ai piedi della meridiana i segni zodiacali sono tracciati sul pavimento che dal parapetto dell’Arno, dove è indicato il solstizio d’estate, arriva fino all’ingresso del museo, dove è indicato il solstizio d’inverno.

Migliaia di persone ogni giorno calpestano i segni di vetro e sfiorano l’enorme totem di ferro, ignorando i significati.

5) Strumenti di lavoro

Piazza Duomo

Lo ammetto, quando l’ho letto, non ci volevo credere. Poi ho alzato la testa all’insù, ho guardato bene ed era lì. Una carrucola, lasciata lì dal Brunelleschi.

Pare che fosse così ossessionato dal finire presto la cupola del Duomo, che per evitare che le maestranze scendessero a pranzo, aveva fatto installare queste carrucole per far salire il cibo.

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Pare anche che ce ne siano tante altre, che basti cercare per trovare tanti altri residui strumenti di lavoro lasciati lì. Appesi al muro da 500 anni.

Incredibile o no?

6) I guardiani dell’Arno

Ponte di Santa Trinita

(Non Trinità, mi raccomando). Ci si fa a malapena caso, ma sulle arcate del Ponte di Santa Trinita ci sono delle enormi teste d’ariete, sia a valle che a monte.

Sono i cosiddetti “guardiani dell’Arno”. Le teste che guardano Ponte Vecchio proteggono Firenze dalle piene del fiume, che arrivano dal casentino. Quelle collocate verso il Ponte della Carraia proteggono la città dagli eserciti nemici che risalivano l’Arno, contro corrente.

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Il Ponte di Santa Trinita fu distrutto dai tedeschi durante la ritirata il 4 agosto del 1944, ma quando fu ricostruito, il 16 maggio 1958, gli arieti furono ricollocato al loro posto. Da allora, fanno buona guardia. A volte (a volte, no).

7) La colonna di San Zenobi e l’olmo

Piazza Duomo

All’entrata del Battistero di Firenze, c’è una colonna in marmo bianco, sormontata da una croce. Non ci si fa caso. Le si gira intorno per entrare in battistero o fotografare il Duomo. Ma ha una storia interessantissima.

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A metà altezza della colonna è stato apposto un olmo in bronzo, a ricordo di un miracolo.

La leggenda narra che mentre si stavano trasportando le spoglie di San Zenobio dalla Chiesa di San Lorenzo a Santa Reparata, queste toccarono un olmo ormai morto che si trovava sul cammino. L’olmo, improvvisamente, riprese vita, facendo gridare al miracolo. Era il 26 gennaio 429. La colonna nel 1333 fu travolta da un’alluvione, ma subito ricostruita.

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Il legno dell’olmo, pare, fu utilizzato per il crocifisso della Chiesa di San Giovannino e per un quadro del Maestro del Bigallo, che ricordava appunto il miracolo postumo di San Zenobio.

Ci sarò passata davanti mille volte, e mai avevo notato l’albero. D’ora in avanti, starò più attenta.

8) Un diavolo a cavallo nel centro di Firenze

Incrocio tra Via degli Strozzi e Via de’ Vecchietti

Un piccolissimo diavolo di bronzo nel mezzo al caos del traffico fiorentino, scolpito niente meno che dal Giambologna. Il proprietario del palazzo, Bernardo Vecchietti, chiese allo scultore qualcosa che ricordasse il miracolo del monaco dominicano Pietro da Verona.

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Nel 1245, tale monaco predicava sempre nel mercato vecchio di Firenze (oggi Piazza della Repubblica). Nel bel mezzo di una delle sue prediche, comparve tra la folla un cavallo nero imbizzarrito, che minacciava gli ascoltatori con i suoi zoccoli. 

Il monaco, riconosciuto il maligno venuto a disturbare, fece un segno della croce contro il cavallo, che sparì dietro l’angolo di palazzo Vecchietti, lasciando dietro di sé un deciso olezzo di zolfo.

9) La testa che spunta dalla roccia

Chiesa di Santa Maria Maggiore, lato Via de’ Cerretani

Per vederla bisogna proprio cercarla, lassù in alto, sul lato della Chiesa che dà su Via de’ Cerretani. Non si sa di preciso chi o cosa rappresenti, solo che è lì fin (almeno) dal 1327.

Le leggende sono tante.

La mia preferita ricorda la maledizione che lanciò l’astrologo Cecco D’Asti. Questi, destinato al rogo per eresia, maledì il prete che lo condannò e che non gli concesse neanche un ultimo bicchiere d’acqua, prima della condanna. Al netto rifiuto della piccola gentilezza, lo scienziato pronunciò contro il prelato le parole “E tu il capo di lì non caverai mai”.

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La testa del prete si pietrificò all’istante, mentre l’altro ardeva sul rogo. 

Un’altra leggenda riguarda una donna che avrebbe donato una campana alla chiesa, per avvertire i campagnoli dell’ora in cui la città chiudeva le porte, oppure per farle riaprire per i ritardatari. I fiorentini, per ringraziarla e ricordarla, avrebbero fatto scolpire il suo volto sul lato della chiesa.

La prima è decisamente già affascinante, che ne dite?

10) La ruota dell’abbandono di Firenze

Piazza Santissima Annunziata – Ospedale degli Innocenti

Oggi è la sede del Centro Studi Internazionali dell’UNICEF, ma una volta era sede di un monastero/ospedale. Uno dei primi in cui fu installata una delle famose “ruote degli innocenti”, nelle quali i genitori poveri potevano collocare nell’assoluto anonimato i figli non voluti, per dare loro una possibilità di vita.

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Le suore all’interno venivano avvertite da un campanello, che la madre suonava per evitare che il piccolo fosse esposto al freddo troppo a lungo. Il bimbo, prima di essere messo in orfanotrofio, veniva esposto al pubblico, per permettere a chi poteva di adottarlo o ai genitori naturali di ripensarci.

La ruota funzionò dal 5 febbraio 1445 al 1875, quando fu abolita. In quell’anno, infatti, Firenze divenne la capitale d’Italia e la ruota smise di essere utilizzata.

11) La finestra maledetta

Piazza Santissima Annunziata, Palazzo Grifoni

Notte e giorno, estete o inverno, uno degli scuri della finestra al primo piano è sempre aperto a metà. Pare che da questa finestra, una esponente della famiglia Grifoni, proprietaria del palazzo, salutò per sempre il marito in partenza per la guerra.

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Aspettò a lungo,  ma invano, che lo sposo tornasse. Dopo quell’ultimo saluto, non lo vide mai più. Alla morte della donna, gli scuri furono chiusi ma la stanza si animò all’improvviso, i quadri caddero dalle pareti, le luci si spensero e gli arredi iniziarono a muoversi.

Una volta riaperta la finestra, la situazione si calmò. Fantasmi? Suggestioni? Se passate di lì sotto, prestate attenzione, magari qualcuno si muove nell’ombra…

12) La stella di David su Santa Croce

Basilica di Santa Croce

Quasi non ci si fa caso, ma alla sommità della facciata della Basilica di Santa Croce, c’è una stella a sei punte, la cosìddetta Stella di David. E’ in realtà la firma dell’Architetto Niccolò Matas, di Ancona, che, a metà dell’ottocento, terminò la facciata della Basilica, fino ad allora di nuda pietra.

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L’architetto era infatti di fede ebraica. C’è però chi dice che, con la stella a sei punte, presente anche nella cabala e nell’occultismo, l’architetto avesse voluto lanciare tutt’altro messaggio.

13) Una strada di campagna nel centro di Firenze

Via del Canneto

Non è facile da trovare e spesso è confusa con Vicolo del Canneto, lì vicino. Ma Via del Canneto è un piccolo gioiello di campagna nel mezzo del centro cittadino. Non ci sono cose particolari da vedere, bisogna solo godersi l’atmosfera (e vi sembra poco!). Sembra di camminare in una stradina laterale di Pienza o di San Gimignano.

Segreti Firenze

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Case strette, finestrelle piccole, un continuo sali-scendi che finisce e si apre su una collina, a due passi da Ponte Vecchio.

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E infine, un quiz, facile facile. Se andate in Piazza Santa Croce e vi posizionate esattamente a metà, guardando la Basilica, sulla destra vedrete questa ceramica rotonda appesa al muro. Vediamo chi indovina di cosa si tratta…

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Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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