La Cattedrale di Santa Maria del Fiore domina il panorama di Firenze fin dal tardo 1400. Come tutti gli edifici di questo tipo, ha centinaia di simboli da decifrare e scoprire piano piano, nonché aneddoti divertenti o tragici che sono accaduti nelle sue prossimità.

Occorrono giorni e giorni per esplorare tutti i significati reconditi che statue, segni o sculture della facciata o dell’interno portano con sé, ma ci sono cinque curiosità che pochi conoscono e che sono immediatamente visibili anche agli occhi dei più inesperti.
Basta avere un buon occhio ed essere curiosi abbastanza da cercarli.

Il toro del cornuto

La Porta della Mandorla, quella che si varca per accedere alla Cupola del Brunelleschi, è sovrastata da una testa di toro, che sembra rivolta verso il palazzo di fronte.
Lì infatti vi abitava un uomo di una certa età, gelosissimo della sua giovane e bella sposa. Pare che uno dei capomastri che partecipavano alla costruzione del Duomo si burlasse spesso di lui.

E inserì la testa di toro, cornuto, che guardava verso casa dell’uomo, per prenderlo in giro nei secoli dei secoli.

L’angelo e il gesto dell’ombrello

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Sì, è esattamente quello che sembra.
Sulla facciata del Duomo di Firenze, proprio accanto a una delle porte d’entrata, c’è un angelo che manda a quel paese. Alcuni lo chiamano l’Angelo blasfemo.

Molte sono le leggende che girano attorno a questa figura. Alcuni studiosi credono che sia l’angelo dei sodomiti (pratica che nella Firenze di quel tempo era molto comune).

Altre leggende narrano che un gruppo di angeli scese sulla terra, a Firenze, per mangiare un pasto decente. Una volta finita la cena in uno dei tanti ristoranti fiorentini, si guardarno l’un l’altro, cercando di convincere l’angelo più vicino a pagare il conto. Nessuno voleva pagare e all’unisono, tutti, si voltarono verso l’ultimo angelo della fila.

Questi avrebbe elegantemente mandato a stendere tutti.
La realtà sembrerebbe diversa: l’angelo, che pare mandare a quel paese chi entra nella cattedrale, è l’ultimo della serie degli Angeli dell’Apocalisse e forse, nelle intenzioni dello scultore, era di crearlo così stanco da farlo appoggiare al muro della cattedrale.
Io preferisco la seconda ipotesi.

L’orologio di Paolo Uccello nel Duomo di Firenze

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All’interno della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, proprio sopra il portone di ingresso principale, c’è un orologio d’autore.
È stato infatti disegnato e voluto da Paolo Uccello.

Rappresenta le ventiquattro ore della giornata, come si usava fare all’epoca. La prima ora è quella centrale (l’ora dopo il tramonto), partendo dal basso. Le lancette girano in senso anti orario (un orologio che viaggia in senso anti-orario, ironia!).
L’ultima, la ventiquattresima, corrispondeva all’Ave Maria serale. Ai quattro angoli, dipinti da Paolo Uccello, ci sono i quattro evangelisti.

Nel 1750 il quadrante fu modificato per farlo diventare di 12 ore, ma nel 1964 fu riportato alle antiche origini.

L’osservazione del sole all’interno del Duomo di Firenze

Una cattedrale così imponente e importante, sembra l’ultimo posto al mondo in cui osservare i fenomeni celesti. Invece, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, è un osservatorio astronomico eccezionale.

Durante la costruzione della cupola, infatti, Paolo del Pozzo Toscanelli, un assistente del Brunelleschi, fissò sotto le finestre della lanterna una tavoletta di bronzo, con un foro di 5 centimetri.

Penetrando nel foro durante il solstizio d’estate, i raggi del sole si proiettano nel pavimento del duomo, dove coincidono perfettamente con un disco di marmo. L’installazione permise a Toscanelli di osservare il procedere delle eclissi, le macchie solari e anche i passaggi di Venere di fronte al sole.

Non solo, oltre trecento anni dopo Toscanelli, Leonardo Ximens utilizzò il foro fatto per calcolare le variazioni dell’inclinazione terrestre. Ottenne anche il permesso di incastonare nel pavimento una lunga meridiana che diventò la più alta meridiana al mondo.

Il leone di pietra del Duomo di Firenze che uccise un’uomo

C’era una volta tale Anselmo, fiorentino che abitava nel centro storico, che era assillato da un sogno ricorrente: sognava di essere divorato da un leone.

La cosa era piuttosto improbabile, vivendo nel centro di una città e non nella savana, ma Anselmo aveva paura. Un giorno, per riuscire a superare questa sua ansia, decise di andare al Duomo, nei pressi della Porta dei Cornacchini, quella che si apre su Via Ricasoli.

Ai lati di quella porta infatti, alla base delle colonne attorcigliate che la incorniciano, ci sono due leoni: una femmina con i cuccioli e un maschio con la bocca spalancata.

Anselmo decise di dimostrare a se stesso che nulla aveva da temere e mise la mano nella bocca del leone. Destino volle che, all’interno della bocca, si annidasse uno scorpione che punse lo sfortunato.

Anselmo morì, proprio come nel suo sogno ricorrente, a causa di un leone.

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Se siete curiosi di natura, leggete il post sui 13 segreti che nessuno conosce di Firenze: una vera e propria caccia al tesoro in città che divertirà grandi e piccini.

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francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio”.

Last Updated on 11 Ottobre 2020 by Francesca

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