Mi stupisce sempre il fatto che gli Uffizi non siano il museo più visitato al mondo.

Sarò campanilista, ma un museo con una così alta concentrazione di capolavori, che si trova nella città in cui questi capolavori per la maggior parte sono stati creati, secondo me non esiste al mondo.

Sarà il fatto che, per esempio, il British Museum è gratis? O che il Louvre sa farsi una migliore pubblicità?
Non lo so, ma noi siamo il paese di Leonardo, di Galileo, del Botticelli e di Michelangelo e ci meriteremmo il primo posto.

Devo ammettere che da quando è arrivato il nuovo direttore Eike Schmidt, gli Uffizi stanno avendo un nuovo rinascimento (ah-ah).

Hanno anche un account Instagram davvero bello, che vale la pena di seguire.

La Galleria degli Uffizi offre dei capolavori che sono diventati icone: prime fra tutte le opere del Botticelli: La Primavera e la Nascita di Venere.

Trovarsele davanti è un’emozione pazzesca, quante volte le abbiamo viste?

Un altro esempio è l’ambitissima Sala 90, quasi alla fine del percorso, quella in cui sono esposte le opere di Caravaggio: Bacco o lo Scudo con la Testa di Medusa. Soprattutto quest’ultima è strabiliante. L’espressione di Medusa è sconvolta e sconvolgente.

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Troverete sempre molta folla davanti a queste opere e la ragione è ben comprensibile.
Ma ci sono altre opere che meritano di essere ammirate e adorate e che, troppo spesso, sono sottovalutate dai turisti, che si affollano davanti ai dipinti più iconici.

Vi dico quali sono le mie 5 opere preferite.

uffizi firenze

I capolavori sottovalutati degli Uffizi

1) Giuditta decapita Oloferne – Artemisia Gentileschi

artemisia uffizi

credits @ uffizi.it

Per prima non potevo che mettere lei, Artemisia.

Mi è sempre piaciuta da morire, una donna con una forza e un coraggio da leoni, che si faceva strada in un mondo popolato da uomini violenti. Che la vedevano come una minaccia, come un giocattolo, tanto da stuprarla.
Ma una donna come Artemisia, non si faceva certo sottomettere da tali illetterati.

Commissionata da Cosimo II de’ Medici in persona, l’opera fu giudicata tanto truce e violenta che fu relegata in un angolo buio di Palazzo Pitti. E non volevano neanche pagarla!
Artemisia dovette ricorrere alla mediazione di Galileo Galilei per avere il dovuto.

(Piccolo inciso: immaginate avere Galileo come avvocato per il recupero crediti?)

È un’opera che solo un gigante della pittura poteva concepire.

Per gli storici dell’arte Artemisia Gentileschi è conosciutissima, ma per i turisti no.
Sono convinta che se fosse stata un uomo, sarebbe stata più famosa di Caravaggio, ma ahilei, era una donna.
Ma che donna.

2) Madonna del Cardellino – Raffaello

raffaello uffizi

credits @ uffizi.it

Il 2020 è l’anno raffaelliano, perché si celebrano i 500 anni dalla morte del “divin pittore”.

La Madonna del Cardellino venne dipinta a Firenze, quando il maestro urbinate vi soggiornò, dal 1504 al 1508.
La Madonna raffigurata da Raffaello è un ideale di bellezza semplice e perfetta.

Quello che mi impressiona è la tecnica e la pulizia di queste opere, che sono così immacolate da sembrare fotografie.

Ma vi rendete conto che sono state fatte con pennelli e colori dalla composizione che dire rudimentale è usare un eufemismo?
Altro che colori acrilici: chiara d’uovo mischiata con lapislazzuli tritati.

Sapreste farci qualcosa? Io forse appena una frittata.

3) Angelo musicante – Rosso Fiorentino

credits @ uffizi.it

Questa opera l’ho scelta perché ne avevo una riproduzione nella mia cameretta di bambina. Solo molto più tardi scoprii che si trattava di un capolavoro esposto alla Galleria degli Uffizi.

Quello che mi ha sempre attratta è la tenerezza di quei riccioli soffici e della sproporzione tra lo strumento e il cherubino.

Viene voglia di abbracciarlo forte forte, questo angioletto.

4) Sacra Famiglia (detto il Tondo Doni) – Michelangelo

michelangelo tondo doni uffizi firenze

credits @ uffizi.it

Questo capolavoro è stato creato da una collaborazione tra artisti del ‘500 di livello assoluto.
Si tratta dell’unico dipinto su tavola riconosciuto di Michelangelo.

Quando mi trovo davanti a questa opera, tendo a non guardare neanche la cornice, che invece è strepitosa.
Fu intagliata da Francesco Tasso, su un disegno, si crede, di Michelangelo stesso. Nella cornice ci sono ben 5 teste che sporgono: quella più in altro è di Cristo, le altre sono di angeli.

C’ho fatto caso solo dopo averlo letto nella guida, tanto la mia vista era assorbita dal dipinto.

5) Adorazione dei Magi – Leonardo

credits @ uffizi.it

Questa opera invece mi ha stupita per due ragione: la prima è che è gigantesca. Oltre 2 metri di altezza per oltre due metri e mezzo di largherzza.

La seconda è che è largamente incompiuta. È rarissimo vedere un’opra del genere al “grezzo”.

Fu commissionata a Leonardo da alcuni monaci, per adornare l’altare della Chiesa di San Donato a Scopeto, vicino Firenze. Il Maestro ci lavorò a lungo, facendo parecchi disegni preparatori.
Avrebbe dovuto essere completata in 30 mesi (!), ma poi Leonardo partì per Milano, richiamato dalle lusinghe di Federico Il Moro.
I monaci aspettarono a lungo che il Maestro tornasse, ma l’opera rimase incompiuta.

Visita agli Uffizi: informazioni e suggerimenti

Andare più e più volte agli Uffizi

uffizi notte ponte vecchio arno firenze

Gli uffizi sono uno di quei musei da visitare “a tappe”. Cioè, da visitare più volte, vederne una piccola parte in maniera completa e poi andare via.

Secondo me l’arte di questo genere, va assaporata bene, capita e studiata fino in fondo. Più si va preparati e più la si apprezza. Per questo, a meno che non si sia esperti, è meglio concentrarsi su poche cose, ma buone.
Altrimenti si rischia di esserne sopraffatti e il piacere si trasforma in noia e fastidio.

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Prenotare i biglietti saltafila per gli Uffizi

firenze notte palazzo vecchio

Non fate l’errore di dire: “Compriamo i biglietti sul posto”.

Credetemi, passo spesso da quelle parti e stare due ore in piedi mentre si aspetta di entrare, è una cosa di tutti i giorni, anche del martedì mattina di novembre.
Stare in piedi ad aspettare è stancante, stressante e fastidioso.
Per chiunque.
Il mio consiglio è di comprare i biglietti salta fila on line sul sito di Musement.
Ce ne sono di vari tipi:

Se non siete esperti d’arte e non amate il fai-da-te, vi consiglio un tour con una guida. È tutta un’altra cosa vedere capolavori del genere spiegati da un esperto.
Anche qui, Musement viene incontro con diverse alternative:

Insomma, non stancatevi inutilmente ed evitate di passare del tempo aspettando di entrare.

Le file nell’alta stagione possono essere terribili e innervosisce chiunque stare in piedi senza muoversi per ore e ore, mentre si potrebbe essere dentro ad ammirare l’Annunciazione di Leonardo.

Viaggiate “leggeri”

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Le borse grandi e gli zaini non sono permessi agli Uffizi.

Portatevi dietro poche cose, il minimo occorrente per tre o quattro ore di visita, per non appesantire troppo la schiena.
All’interno troverete la caffetteria (dalla quale tra l’altro si gode di una vista strepitosa su Palazzo Vecchio), bagni e punti di ristoro.

Indossate scarpe comode. Non ho bisogno di spiegarvi il perché, giusto?

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*post in collaborazione con Musement*

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Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) e “Storia di Biagio

 

Last Updated on 18 Maggio 2020 by Francesca

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