In questo post, dal titolo Itinerario Scozia in 11 giorni, ho voluto raccogliere tutto il viaggio che mi ha portata in giro attraverso una delle zone più belle della Gran Bretagna, in modo da dare un’idea generale dei tempi e delle cose che ci sono da vedere.

Noi abbiamo impiegato undici giorni, con ritmi piuttosto serrati, sfruttando i lunghi giorni nord europei fino in fondo, saltando spesso i pasti e godendoci più a lungo possibile i paesaggi che questa terra meravigliosa ci ha offerto.

Qui sotto troverete tre mappe: una generale in cui vedrete l’itinerario che abbiamo seguito, una particolare per l’Isola di Skye e una riepilogativa di tutti i post che ho scritto sulla Scozia. In quest’ultima potete cliccare sui pin per leggere gli articoli e farvi un’idea più precisa dei luoghi visitati (ganzo eh?).

Spero sia utile, sia a chi sta valutando se fare il viaggio, sia a chi ha già prenotato e vuole iniziare a programmare.

Detto questo…

Qualche consiglio

Per viaggiare nelle Highlands scozzesi e comunque in tutta la Scozia, se si escludono le grandi città, tenete presente 3 cose:

  • le distanze sono più lunghe di quello che sembrano e le strade sono strettissime e, nelle Highlands, la maggior parte è a una sola corsia.
  • ogni 100 metri avrete voglia di fermarvi per scattare fotografie (e spesso lo farete).
  • nelle highlands del nord i paesi sono piccolissimi,  i posti dove dormire pochi e ancora meno i posti dove mangiare. Si trovano prevalentemente pub, pochissimi sono i ristoranti e decisamente costosi. Nella maggior parte dei casi la cucina chiude alle 6 p.m. – dopo quell’ora se vi va bene solo panini, se vi va male nemmeno quelli: sacchetto di chips e birra.

Con questo in mente, in Itinerario Scozia troverete il giro che abbiamo fatto diviso in giorni; se avete domande o curiosità o semplicemente volete maggiori informazioni, chiedete pure!

Itinerario Scozia (in 11 giorni)

 

Giorno 1 e 2 – Edimburgo

Dedichiamo i primi due giorni alla capitale Edimburgo (trovate i dettagli in questo post). Siamo molto fortunati, il tempo è dalla nostra parte, c’è un bel caldo e il sole splende sulle nostre teste.

Scegliamo un hotel un po’ fuori da centro, ma collegato benissimo con il tram su rotaie, che sfrutteremo al massimo in questi due giorni. Abbiamo scelto l’hotel perchè vicino c’è un bel supermercato nel quale facciamo colazione e nel quale compriamo le provviste per i vari pranzi al sacco che faremo on the road.

Dopo aver goduto della bellissima ed esoterica Edimburgo siamo pronti per addentrarci nelle mitiche Highlands – sognate, viste in mille film e immaginate in mille libri.

Giorno 3 – da Edimburgo a Inverness

Noleggiamo l’auto scegliendo una piccola utilitaria, già sapendo il tipo di strada che ci aspetta e, inforcando la carreggiata sbagliata sinistra, ci incamminiamo verso nord.

Scone Palace

Dopo un’ora di strada arriviamo allo Scone Palace, uno dei tanti castelli scozzesi, privati, che la famiglia di appartenenza apre ai turisti (solo il piano terra) facendolo gestire direttamente al National Trust.

Il proprietario (in questo caso il Conte di Mansfield, William David Murray) incassa infatti una parte del biglietto e riesce in questo modo a mantenere in ottimo stato tutto il maniero.

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Lo Scone Palace offre una breve guida (un foglietto stampato) e solo in inglese, fotografare gli interni è proibito.

All’ingresso una gentile signora ci illustra brevemente la storia del palazzo. Qui un tempo venivano incoronati i re scozzesi indipendenti ed è col tempo divenuto poi la classica residenza di campagna di una famiglia nobile.

I giardini, come sempre a queste latitudini, sono stupefacenti.

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Facciamo una brevissima passeggiata per sgranchire le gambe e dopo aver sgranocchiato qualcosa all’ombra degli alberi secolari, ripartiamo.

Culloden Battlefield

Altre due ore di guida e ci fermiamo al sito della battaglia più importante e odiata di Scozia, la piana di Culloden.

Se avete letto il libro Outlander o visto la serie TV, sapete di cosa sto parlando.

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“Il Campo di Battaglia di Culloden è un Cimitero di Guerra, vi chiediamo di trattarlo con rispetto”

Del luogo che ha segnato la fine dei clan scozzesi e della definitiva sconfitta della Scozia contro l’Inghilterra rimane solo un campo in mezzo al nulla. Solo un centro visitatori e alcune paline informative mostrano i movimenti delle truppe in quel mattino del 1746.

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La leggenda dice che mentre gli Highlanders si presentarono in kilt e spade, gli inglesi arrivarono con i cannoni e in meno di due ore li massacrarono tutti, mettendo fine a un’epoca.

La brughiera è desolata eppure bellissima, l’aria è nostalgica, i nomi dei clan che trovarono la loro fine a Culloden sono scritti nella pietra e sembrano tante “tombstones”.

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L’aria è pura, si respira bene e c’è una leggera brezza. Un silenzio assoluto.

Inverness e Loch Ness

Restiamo un po’ a passeggiare per Culloden, leggendo i piccoli totem informativi e poi ripartiamo alla volta di Inverness, la capitale delle Highlands.

Inverness è all’apice nord di Loch Ness e non offre tantissimo. Quindi, dopo il check-in al b&b (Corunna B&B, consigliato!) e una cena velocissima, sfruttiamo il lungo tramonto scozzese per cercare di Nessie, il famigerato mostro del lago.

Loch Ness (loch in scozzese vuol dire lago) non è affatto spettrale come me lo aspettavo. Sì, le sue acque sono nere, ma manca la nebbiolina inquietante e di mostri nemmeno l’ombra.

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Non vediamo dinosauri o presunti tali, ma tante belle ville che punteggiano le rive del lago sì.

Soprattutto si fa notare il panoramico Urquart Castle, di cui rimangono solo le rovine. Con questa luce però, fa ancora la sua porca figura.

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Con il sole ancora alto, chiudiamo la giornata e torniamo al b&b.

Giorno 4 – Da Inverness a Tongue

Di buonissima ora lasciamo Inverness e iniziamo a costeggiare la Black Isle (il giro completo richiederà circa 45 minuti), la penisola che sovrasta Inverness. Pare che nel Cromarty Firth, il lungo fiordo che crea la Black Isle, si riescano a vedere i delfini dalla spiaggia.

E in effetti, è vero!

Itinerario in Scozia

C’è tanta gente nella nebbiosissima spiaggia bianca e per la prima volta in vita mia vedo dalla spiaggia i delfini che nuotano.

Assistiamo anche a questo fenomeno che si ripeterà più volte durante il viaggio in Scozia: sul mare nebbia fitta, a 10 metri dalla spiaggia, sole a picco! Mah…

Lì, dove c'è la nebbia, c'è il fiordo

Lì, dove c’è la nebbia, c’è il fiordo

Dunrobin Castle

Dopo altre due ore di guida arriviamo al fiabesco Dunrobin Castle, anch’esso sul mare. (Vedete la nebbia sul mare che si alza non appena tocca il Castello? Ci sarà di sicuro una spiegazione… voi la conoscete?)

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Nel castello abita, tutt’ora, il Duca di Sutherland (che grandissimo culo! Scusate il francesismo).

Il Castello è così bello che sembra un venire direttamente da un sogno. E chiaramente, nel giardino (curatissimo e che si affaccia sul mare) ci sono falconi e aquile. Potevano non esserci creature così belle in questo posto da favola?

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Dunrobin Castle

Visitare il Dunrobin Castle richiederà circa un’ora. Una piccola pausa e riprendiamo il cammino e dopo un’altra ora e mezza di guida, arriviamo al nostro carinissimo b&b a Tongue.

Tongue e la costa nord

Dalla finestra di camera vedo questo:

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Si chiama Castle Varrich e anche se sembra vicino, ci vogliono due ore di cammino per raggiungerlo. Per la cena è tardi, è già tutto chiuso.

Così, accontentandoci di un panino comprato la mattina e mangiato sulla spiaggia, proviamo a chiudere la giornata.

Ma… aspetta un attimo, il sole è ancora alto. Perchè non facciamo un salto sulla costa? proprio qui vicino c’è un faro dal quale pare si riescano a vedere balene e foche.

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Purtroppo né balene né foche si fanno vedere, ma il tramonto sì. E dopo averlo ammirato seduti sulle rocce, andiamo a letto.

Giorno 5 – da Tongue a Ullapool

Oggi ci aspetta una tappa indimenticabile. In poco meno di un’ora arriviamo alla Sango Bay (leggete qui l’articolo dedicato) e alla Smoo Cave, visitabile con una piccola passeggiata.

Questa caverna è formata da un piccolo ruscello che vi scorre all’interno e che si getta in mare. La leggenda narra che grazie all’alta marea, i contrabbandieri la usassero per nascondere le loro merci, arrivandoci direttamente con la nave.

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Ripartiamo però subito dopo per arrivare a Durness, un minuscolo paesino delle Highlands nord occidentali dove si tengono, proprio oggi, gli Highland Games.

Durness e gli Highland Games

Avete presente uomini in kilt che lanciano tronchi di albero o donne che si sfidano in balli tipici al suono delle cornamuse? Ecco, quelli.

Paghiamo il biglietto e ci sediamo per godere dello spettacolo.

Commissione dei Durness Highland Games

Commissione dei Durness Highland Games

Ai giochi possono partecipare solo gli highlanders (tranne che per alcune gare aperte a tutti, anche ai forestieri) e chi arriva primo nelle varie gare, vince un premio in denaro.

Ci sono gare di corsa (50, 100 e 200 iarde), di lancio del tronco, di lancio di un peso (una cosa cilindrica in ferro, con maniglia – avrà un nome preciso ma non lo so proprio), gare di balli tipici, salto in alto (!), gare di cornamusa e di ballo con la spada e mille altre discipline!

Ci divertiamo tantissimo, il sole e caldo e si sta proprio bene, giornata azzeccatissima!

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Nel pomeriggio ripartiamo per Ullapoll, un paesino sul mare con la proprietaria di b&b più indisponente che incontreremo nel viaggio.

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Giorno 6 – da Ullapool a Portree

Di buon mattino prendiamo di petto la strada e ci dirigiamo verso sud, per vedere uno dei castelli più famosi, fotogenici, fotografati e cinematografici di tutta la Scozia.

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Avete presente Highlander L’ultimo Immortale e 007 Il Mondo non basta?

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Dopo poco meno di due ore da Ullapoll arriviamo all’Eilean Donan Castle.

Eilean Donan Castle

Il castello risale al XIII secolo. Nel 1700 andò completamente distrutto a causa dell’esplosione di oltre 300 barili di polvere da sparo che erano immagazzinati nel suo interno.

Con poco più di 7 sterline entriamo e lo visitiamo. Essendo l’interno totalmente ricostruito, non è un gran che, lo preferisco da fuori. Si lascia fotografare davvero da ogni angolo.

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Oggi il tempo è decisamente scozzese. Una pioggerellina leggera ci accompagna mentre entriamo, attraverso il ponte che la collega alla terraferma, nell’isola di Skye.

Isola di Skye

Ci dirigiamo direttamente al b&b, davvero particolare 3 kilometri da Portree, capitale dell’Isola di Skye. Stanotte dormiremo in una fattoria.

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La strada per arrivarci è minuscola, non ci sono indicazioni, intorno a noi solo pecore. Riusciamo a trovare la fattoria (pulita e davvero speciale: consigliata!) e a riposare un po’.

Giusto mezz’ora, perché oggi, da tradizione, è giunto il momento di fare il bucato.

Viaggiamo sempre e solo con il bagaglio a mano per cui, a metà del viaggio, c’è bisogno di lavare. Visto che a Portree c’è un ostello, ci sarà di sicuro anche una wash and dry o laundrette, come la chiamano qui.

Mangiare a Portree: state lontani dal chicks and chips

Mentre aspettiamo la fine del ciclo, essendo ora di cena, ci dirigiamo al chiosco di fish and chips che dà sul porto. Sfidiamo la sorte con il chick&chips, petto di pollo fritto e patate.

Sarà l’esperienza più inquietante di tutto il viaggio in Scozia.

Il ragazzetto al banco si fa pagare il pasto in anticipo. Prende dal congelatore un pollo intero e lo infila nel microonde per 10 minuti. Dopo di che lo prende per una zampa e lo immerge nella friggitrice, insieme a una manciata di patatine.

Quel povero pollo frigge per non so quanto (sono tranquilla, non sarà certo il nostro ordine, abbiamo chiesto “petto” di pollo).

Alla fine, con un paio di pinze, prende il pollo intero per la solita zampa, lo avvolge in un foglio di carta gialla, lo ricopre di patatine mosce e ci porge il pacchetto.

Lo prendiamo perplessi e ci sediamo ai tavoli fuori. Aperto il pacco, viene fuori un odore talmente nauseabondo da far venire i conati. Mangiamo le patatine (orribili) e buttiamo il resto. Un povero pollo morto invano!

Un breve giro per Portree, ritiriamo la biancheria e torniamo alla nostra fattoria scozzese a dormire: domani esploreremo l’Isola di Skye!

Giorno 7 – A Zonzo nell’Isola di Skye: da Portree a Struan

Dopo la colazione da campioni offerta al b&b (3 uova strapazzate, pane tostato, succo d’arancia, thè e marmellata fatta in casa dalla proprietaria) partiamo per visitare l’Isola di Skye, guidando per la strada panoramica che costeggia il massiccio del Trotternish.

Ci fermiamo alle Lealt Falls, all’Old Man O’ Storr (leggete qui l’articolo) e alla Kilt Rock, una cascata famosa perché le rocce dalle quali cade l’acqua hanno insenature talmente fitte e sottili, da ricordare le pieghe di un kilt.

Itinerario Scozia

Lealt Falls

Itinerario Scozia

Old Man of Storr

Seal Boat Trip al Dunvegan Castle

Ci fermiamo anche al Dunvegan Castle, dimora dei Chiefs del Clan MacLeod da oltre 800 anni. Ci aspetta un giro in gommone per vedere le foche.

Dunvegan Castle

Il seal boat trip è davvero entusiasmante. Ci avviciniamo a motore spento alle decine di mammiferi adagiati al sole, sulle varie isolette che punteggiano il Loch Dunvegan,.

Non vanno disturbate. Il silenzio è assoluto e la guida ci spiega che in questo posto sono al sicuro e che possono vivere anche 40/50 anni. A me sembra tanto, avrò capito male?

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Ripartiamo per l’ultima tappa della giornata, un punto panoramico chiamato Neist Point.

E’ così bello, così selvaggiamente bello che ci fermiamo ad ammirarlo e fotografarlo da ogni lato. Ci fermiamo un po’ troppo a lungo, in effetti.

Infatti, arrivati al solitario b&b in mezzo al nulla che abbiamo prenotato, ancora una volta saltiamo la cena.

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Neist Point

È già tutto chiuso, persino il pub. Ne valeva la pena però – l’Isola di Skye si sta mostrando davvero eccezionale!

Giorno 8 – da Struan a Fort William

Oggi ultimo giorno nell’Isola di Skye, riprendiamo la strada per visitare le famose Cascate delle Fate o Fairy Pools.

Il tempo è nuvoloso, ma non fa freddo, ci mettiamo un po’ ma riusciamo a trovarle e visitarle prima che inizi a piovere (leggete qui il resoconto della visita).

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Glennfinnann

E’ giunto il momento di lasciare questa sorprendente isola e decidiamo di farlo imbarcandoci per la terraferma su un minuscolo traghetto che in 35 minuti ci porta a Mallaig, il paesino nel quale fa capolinea il famoso Jacobite Steam Train.

E’ il treno a vapore che attraversa tutto il Glennfinnan e che passa sopra l’omonimo acquedotto (resi celebri, treno e acquedotto, dai film di Harry Potter – il treno infatti è l’Hogwarts Express dei film).

Itinerario Scozia

Fort William

Una breve sosta per ammirarli da vicino (in realtà incontreremo solo tanti cervi) e ripartiamo alla volta di Fort William, base per tutti coloro che visitano il Ben Nevis, il massiccio più alto di Scozia.

Per una volta arriviamo presto e ce la prendiamo comoda, scoprendo una catena di pub in cui mangiamo benissimo spendendo poco e nei quali torneremo ancora, sia in Scozia che a Londra.

Ci concediamo anche una passeggiata in centro, i negozi sono chiusi, ma c’è tanta gente. Finalmente un po’ di folla, dopo tutta la solitudine delle Highlands.

Giorno 9 – da Fort William a Tarbet

Lasciato Fort William, discendiamo verso sud Loch Linnhe e passiamo la mattina a Oban, piccolo porto sul mare in cui un pazzo ha voluto, o meglio tentato, di riprodurre il Colosseo.

Oban

Il villaggio è famoso per le distillerie di whisky e per il pesce. Io lo ricordo più per gli aggressivissimi gabbiani (che provano a intimidire i poveri turisti per rubare loro il cibo).

Nel pomeriggio, dopo un’ora di viaggio, arriviamo all’Inverary Castle, dimora del Duca di Argyll, capo del Clan Campbell.

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Inverary Castle

Coloro che amano la serie TV Downtown Abbey ricorderanno il Castello perché vi è stata girata una puntata speciale di due ore, andata in onda a Natale del 2012.

E’ davvero spettacolare, molto scenografico, i castelli scozzesi non finiscono di stupire. E poi hanno tutti questi giardini pazzeschi. Mi ci vedrei bene, a vivere qui.

Altri trenta minuti di guida e ci fermiamo per dormire a Tarbet, sulle rive del Loch Lomond, un altro posto strepitoso.

Lo so, sono ripetitiva, ma non trovo più aggettivi per descrivere la bellezza di queste terre selvagge.

Giorno 10 – da Tarbet a Stirling

Salutiamo di buon mattino il Loch Lomond e finalmente, dopo paesaggi sconfinati e animali selvaggi arriviamo a Glasgow! Una città con tanti negozi!

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Ci tuffiamo nella metro come se non ne avessimo mai vista una, il centro brulica di gente per i Giochi del Commonwealth, atleti e tifosi affollano la città da tutti i paesi del Regno.

Visitiamo la bella università (leggete qui l’articolo) e ci facciamo una passeggiata nell’affollatissima Buchannon Street.

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Per la prima volta in vita mia, lo ammetto, sono in difficoltà con la lingua in un paese anglofono: non capisco niente di quello che mi dicono.

Neanche il senso della frase, non riesco a cogliere il suono di una parola familiare per decifrare l’argomento. E’ una lingua mai sentita prima, vi assicuro che non è un problema di accento.

Stirling e William Wallace

Ripartiamo per Stirling, luogo della omonima battaglia, di un castello e di William Wallace (il mitico Braveheart di Mel Gibson).

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Arriviamo tardi per il castello e lo visitiamo solo da fuori (con annesso il relativo e bellissimo cimitero) e ci facciamo un giro nel centro storico del paese.

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Dopo cena crolliamo nel nostro b&b, piccolo ma  molto curato.

Giorno 11 – da Stirling a Edimburgo

Ultimo, intensissimo giorno in Scozia. Di buon ora prendiamo la navetta che porta al Wallace Monument, dalla cui sommità si vede tutta la campagna circostante.

Con l’aiuto della guida, riusciamo a ricostruire tutte le fasi della battaglia di Stirling (11 settembre 1297), passata alla storia come la prima battaglia per l’indipendenza scozzese, nella quale le truppe di William Wallace sconfissero gl inglesi.

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Monumento a William Wallace

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Stirling vista dalla cima del Monumento a William Wallace

 

Riprendiamo la marcia, stavolta in direzione Edimburgo Aeroporto, ma prima… non la vuoi vedere la Rosslyn Chapel? La chiesa dei Templari, dei Massoni, del Codice da Vinci, quella sotto la quale sarebbe sepolto il Sacro Graal?

Certo che sì… è proprio appena fuori Edimburgo, giusto una piccola deviazione prima di arrivare in aeroporto.

Rosslyn Chapel

Il biglietto costa uno sproposito, il centro visitatori è stato aggiunto dopo l’uscita del film di Ron Howard e all’interno non si possono neanche fare le foto.

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La visita però è interessante e le guide davvero brave! Tutto sommato, anche se probabilmente è famosa solo grazie a un romanzo, vale la pena fermarsi perché è una chiesa piena di misteri.

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Una conclusione degna di questa decina di giorni scozzesi! L’ultima mezz’ora di guida dalla parte sbagliata e arriviamo in aeroporto, dove la solita Ryanair ci riporta a casa, stanchissimi ma soddisfatti!

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In questo Itinerario Scozia (in 11 giorni) il ritmo è stato serrato, non ve lo nascondo.

Quando sono in giro però cerco sempre di vedere tutto quello che posso; è vero che la Scozia è a poche ore di volo dall’Italia, ma mi chiedo: ci tornerò mai? Con tutto il mondo che c’è da vedere, tornerò mai in Scozia?

Probabilmente no, quindi abbiamo cercato di vedere quanto più possibile, di godere di questa meravigliosa terra quanto più a lungo, a discapito di qualche ora di sonno (non tante), di qualche cena (anche troppe) e di qualche cosa di cui abbiamo goduto il minimo sindacale, prima di partire di corsa a vedere qualcos’altro.

Distanza percorsa? 1106 miglia a una media di 32 miglia l’ora.

1106 miglia percorse in 11 giorni

1106 miglia percorse in 11 giorni

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Siete mai stati in Scozia? Avreste aggiunto qualcosa che io ho tralasciato?

Edimburgo in due giorni

Fairy Pools

Old man of Storr

Strade di Scozia

Sango Bay

Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio"