La Val d’Orcia è una bellissima zona della campagna toscana che si trova nel sud della provincia di Siena e che si estende fino al Monte Amiata. È rinomata nel mondo per parecchie cose: il cibo, il vino, i cipressi, i panorami e i borghi medioevali arroccati sulla cima delle sue dolci colline.

Una vacanza in Val d’Orcia se la meritano tutti, almeno una volta nella vita.

Più avanti vi svelo quali sono le 5 migliori esperienze da fare in questa bellissima zona della Toscana. Prima però qualche informazione utile.

Informazioni utili

Dove si trova: la Val d’Orcia si trova nella provincia di Siena, lungo la via Francigena che porta a Roma (quella che oggi si chiama Strada Statale 2 Cassia). Il suo territorio comprende quello di alcuni comuni famosi in tutto il mondo come Pienza e Montalcino, ma anche quello di luoghi meno noti ma altrettanto belli come San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia e Radicofani.

Patrimonio UNESCO: dal 2004 questa zona si trova nella lista dei siti patrimonio dell’umanità protetti dall’UNESCO. I motivi sono numerosi: è un esempio eccezionale di ridisegno del territorio di tipo rinascimentale, con i suoi ideali di buon governo, di città stato e di estetica urbana, che si sono mantenute nei secoli. Ma quello che mi rende più orgogliosa, da toscana, è l’inclusione nella lista UNESCO per il paesaggio che riflette sistemi di gestione del territorio innovativi, di città, borghi e poderi lungo la Via Francigena (e tutte le strutture ad essa collegate come le abbazie, i ponti ecc.) mantenuti in modo impeccabile, rigoroso e rispettoso della loro costruzione, avvenuta in epoche lontane.

Itinerario: un itinerario che si rispetti, e che includa tutto quello che c’è da vedere (e da mangiare) in Val d’Orcia, dovrebbe essere di almeno cinque giorni (anche di più se includete il punto numero 5 che leggerete tra poco). Da queste parti il viaggio deve essere lento, dolce e pregno di soste per ammirare i panorami e mangiarsi qualsiasi cosa sia locale, genuina e buonissima.

Ed ora, come promesso, la mia top five, la lista delle 5 migliori cose da fare e vedere in Val d’Orcia, per trascorrere una vacanza bella e vivere un viaggio indimenticabile.

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Itinerario tra i Borghi

In Val d’Orcia sono numerosi i borghi da visitare, di grande importanza artistica e storica. Sono tutti simili come conformazione e datazione: si tratta di villaggi di origine medioevale, arroccati sulle colline lambite dalla via Francigena.

Se i nomi dei più famosi li conoscono tutti, ci sono tanti paesini, più sconosciuti e ignorati dal turismo di massa, che vale assolutamente la pena di visitare.

I Borghi da visitare in val d’orcia

San Quirico d’Orcia: arroccato al fresco dei suoi vicoli centenari, San Quirico è di importanza strategica in questa zona. È un paesino vivacissimo, piccolo ma ridente, pieno zeppo di ristoranti con il giardino interno in cui mangiare i migliori pici cacio e pepe della vostra vita. Da non perdere sono gli Horti Leonini, giardini all’italiana di origine medicea, proprio al centro del paese. A poco meno di 4 chilometri da San Quirico, vi consiglio vivamente di visitare Spedaletto, un insediamento urbano composto principalmente da una torre merlata, tanto bella quanto improvvisa, all’interno del paesaggio. Sembra finto, ma è addirittura anteriore al 1200. Vicinissima a Spedaletto c’è la nota Quercia delle Checche, di cui vi parlo più avanti.

Rocca d’Orcia: a pochissimi chilometri da San Quirico, non potrete non notare una torre che spicca nel cielo, sfidandovi dall’alto. Si tratta della rocca a Tentennano, una torre praticamente priva di aperture, appartenuta alla famiglia Salimbeni. È scenografica da morire, non potete mancarla!

Radicofani: spostandosi ancora verso sud, passati i Bagni di San Filippo (un minuscolo centro termale alle falde dell’Amiata, le cui acque sulfuree pare siano scaturite da un colpo del bastone di San Filippo), saliamo in alto verso Radicofani. Anche questo è un borgo medioevale, distrutto dai terremoti e in più occasioni ricostruito, l’ultima volta nel ‘700. Di questo borgo si ha notizia addirittura nell’876 (senza il mille davanti), come avamposto a protezione della Via Francigena. Anche qui, stradine contorte di origine medioevale la fanno da padrone insieme alla rocca, costruita e integrata alle mura del borgo a partire dalla seconda metà del 1100.

Ci sono anche altri piccoli borghi in cui fermarsi, come Castiglione d’Orcia; oppure altri più famosi, come Pienza, Montalcino o Montepulciano (che è al confine tra la Val d’Orcia e la Valdichiana). Lasciatevi guidare dall’istinto e dalla strada: in Val d’Orcia, ovunque vi fermerete, starete bene!

Dormire in un agriturismo

Si fa presto a dire agriturismo, soprattutto in Toscana. Ma cos’è esattamente un agriturismo? È una struttura ricettiva, la cui fonte principale di reddito non è l’ospitalità, ma l’attività agricola. In un agriturismo che si rispetti ci devono essere attività didattiche e divulgative, volte alla promozione del territorio, dell’agricoltura sostenibile e allo sviluppo del turismo agroalimentare di filiera corta.

Quindi, non tutto quello che è bello è agriturismo!

Dormire e soggiornare in un agriturismo è un must, per un viaggio da queste parti. Vi lascio alcuni nomi di strutture ottime, di varie fasce, per orientarvi in un mare di offerte.

Fascia economica

Agriturismo Oria Bianca – San Quirico d’Orcia: di fascia economica, situato in un posto bellissimo, offre sia camere che alloggi interi, dotati di cucina. Gli animali sono ammessi (clicca qui per prenotare).

Agriturismo Il Noce – Castiglione d’Orcia: offre interi alloggi e non camere singole, all’interno di un piccolo borgo, tutto in pietra. Gli animali sono ammessi (clicca qui per prenotare).

Fascia medio-alta

Agriturismo Pian di Meta Vecchia – Castiglione d’Orcia: in un posto bellissimo, tra le colline e il fiume Orcia, isolato dal mondo; tutto pietra e legno, sembra di essere in paradiso (clicca qui per prenotare).

Agriturismo Cantagalli – San Quirico d’Orcia: sulla strada che va a Ripa d’Orcia, un posto bellissimo e rilassante. A disposizione degli ospiti anche un barbecue (clicca qui per prenotare).

Se non siete soddisfatti di quello che ho proposto, date un’occhiata qui e magari troverete qualcosa che fa per voi.

Bere e mangiare come se ingrassasse qualcun altro

Sembra strano? Sono sicura di no! Da un viaggio in Toscana vi aspettate di mangiare e di bere benissimo. Ebbene la Val d’Orcia, in questo, è un vero e proprio scrigno di tesori. Eccone alcuni.

Prodotti tipici della Val d’Orcia

Vi ho parlato prima dei pici. Cosa sono? Sono una tipica pasta lunga, fatta in casa e tirata a mano, molto semplice quanto gustosa. È fatta solo con farina, acqua, sale e pepe (in alcune versioni il pepe non c’è). Una specie di spaghetti molto grossi, per capirsi, freschi. La specialità della zona sono quelli cacio e pepe (con il pecorino di Pienza), ma ne troverete anche all’aglione, al ragù bianco di cinta senese o anche al tartufo.

Pecorino di Pienza: un formaggio inserito tra i Prodotti tipici Toscani Protetti. Si tratta di un formaggio a pasta dura, stagionato in barriques di legno che nella loro vita precedente contenevano vino. Semplicemente non potete lasciare la zona senza averlo assaggiato e comprata almeno una piccola forma da mangiare a casa.

Il Brunello di Montalcino: devo aggiungere qualcosa? Solo per quelli che, astemi come me, non conoscono il vino rosso più famoso e rinomato della Toscana, più del Chianti Classico. Durante il vostro soggiorno vedrete filari e filari di vigne. Ecco, è lì che questo nettare si produce.

Gli ossi di morto: sono biscotti buonissimi, poco dolci e molto friabili. Sono fatti con l’albume d’uovo, la farina e le mandorle e vengono cotti lentamente in forno per farli rimanere croccanti senza essere troppo duri.

La carne di cinta senese: la cinta senese è una razza di maiale autoctona, leggermente più piccola di un normale porco, di colore bianco e nero (i colori della Balzana di Siena). La troverete sotto forma di salumi o di ragù, sia bianco (senza pomodoro) che rosso.

Le tre icone della Val d’Orcia: i cipressi, la chiesetta e la quercia

L’itinerario in Val d’Orcia non può non vedere inserite le tre icone più belle e importanti di questo luogo: i cipressini di San Quirico, la Cappella della Madonna di Vitaleta e la Quercia delle Checche. Qui sotto trovate una mappa che vi indica dove trovare ciascuna delle tre.

I Cipressini di San Quirico: non hanno bisogno di presentazione, sono rappresentati in qualsiasi foto della Val d’Orcia che vedrete. Si stagliano solitari e raccolti tra loro contro le colline circostanti. È un luogo bellissimo, specialmente all’alba. Il resto della giornata, troverete tantissimi turisti che si fermano in mezzo alla strada per fotografarli, quindi fate attenzione. La strada che li lambisce è ad alto scorrimento. C’è uno slargo con piazzola per fermarsi, ma in alta stagione sarà sempre pieno e super affollato. Il momento migliore della giornata per fotografarli è al mattino presto.

La Cappella della Madonna di Vitaleta: come i cipressi, è una delle chiese più fotografate della Toscana. La cappella è di proprietà privata ed è piccolissima. Al suo interno conteneva una statua in ceramica della Madonna di Andrea della Robbia, adesso conservata in una chiesa di San Quirico. Anche in questo caso, è la sua collocazione all’interno della campagna circostante a renderla unica al mondo.

Pienza cappella val d'orcia

La Quercia delle Checche: vicinissima alla località Spedaletto, di cui ho parlato prima, si trova questo monumento naturale. La Quercia delle Checche ha quasi 400 anni, è alta 22 metri e la sua chioma ha un raggio di 34 metri. Il fusto ha un diametro di quattro metri e mezzo. Si dice che le streghe la usassero per i loro sabba. Per certo i partigiani la usarono per nascondere le munizioni durante la seconda Guerra Mondiale. Al suo cospetto si prova quasi un timore reverenziale.

È il primo albero “monumento” in Italia, perché tutelato dal Ministero dei Beni Culturali. Purtroppo, il riconoscimento è avvenuto a seguito di un vergognoso atto di vandalismo, avvenuto nel 2014. Un gruppo di idioti la usò per fare tree climbing e ne spezzò uno dei suoi rami più bassi e più antichi.

Adesso, il ramo è poggiato a terra, a monito dei visitatori. Arrampicarsi sulla quercia è proibito, ma non è proibito abbracciarla.

bagno vignoni val d'orcia

Fare il bagno alle Terme di Bagno Vignoni

Tra i borghi da visitare al punto 1), ho volutamente omesso Bagno Vignoni, ma solo perché, a mio parere, merita un paragrafo a parte. Le acque sulfuree di Bagno Vignoni erano note anche ai romani, che vi avevano installato, nella loro epoca, una stazione termale. Il piccolissimo borgo è dominato da una gigantesca vasca centrale, dove fare il bagno è severamente proibito, ma che nelle notti invernali è molto affascinante e instagrammabile, come si direbbe oggi, con il vapore dell’acqua calda che si alza nel buio.

Se fare il bagno nel borgo è vietato, non lo è – anzi, da me è fortemente raccomandato – fare il bagno nei moderni stabilimenti termali dell’Albergo Le Terme o dell’Adler SPA Resort Thermae. L’acqua di Bagno Vignoni è sulfurea, l’odore non è buonissimo, ma la pelle e lo spirito ne trarranno tantissimo giovamento.

Tra l’altro, camminare nelle piscine regala una pedicure praticamente gratuita 😉

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Questo post è stato scritto da:

francesca

FRANCESCA

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and TripsSenese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l’ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d’arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de “I Cassiopei (biografie non autorizzate) “Storia di Biagio”.