Uno degli insediamenti urbani più antichi del mondo, Atene assomiglia più a una città mediorientale che a una europea.

Provo un misto di amore-odio per Atene, è una città che non lascia indifferenti.

È sporca, caotica, con il traffico impazzito, interi quartieri che sembrano stati bombardati il giorno prima. Ma ha anche siti archeologici straordinari, unici al mondo e viste mozzafiato. Ha una storia che ha influenzato in maniera fondamentale quella del mondo occidentale. 

Senza Atene, non ci sarebbe la nostra civiltà.

È una città presa costantemente d’assalto dei turisti, dove si mangia benissimo, a tutte le ore del giorno e della notte. I greci sono cordiali e simpatici e non ne ho trovato uno che non parlasse inglese. Dalla cassiera del supermarket alla parrucchiera, tutti lo parlano in maniera più che decorosa.

Arriviamo ad Atene nel pomeriggio seguente ai terribili incendi (dolosi) del luglio 2018.

Il paese è sotto choc, in tv non si parla d’altro, ma la vita in città prosegue.

Acropoli di atene tramonto

Questo itinerario che abbiamo fatto, tiene conto delle soste pomeridiane, obbligatorie se volete sopravvivere all’estate greca.

Dalle 13 alle 17 /18 è sconsigliato muoversi, a tutte le età.

Noi abbiamo osato un po’ di più, rientrando in hotel alle 14, subito dopo pranzo. Ripartendo poi verso 17.

Se soffrite il caldo, non fatelo.

Atene: dove dormire

Ad Atene gli alberghi sono abbordabili, ma bisogna comunque avere un po’ d’occhio. Noi scegliamo il K29, in centro, tra le fermate della Linea 2 della metro Omonia (a monte) e Metaxourghio (a valle). Comodo, pulito, economico e con colazione inclusa. In camera c’è anche una piccola cucina, oltre ad asse e ferro da stiro (non che ne abbia approfittato, sia chiaro). Letto comodo, bagno grande, ottimo Wi-Fi. Consigliato

Atene: gettin’ around

Vi sconsiglio di muovervi in auto, è un caos totale. 

Anche i taxi, sebbene più economici di quelli italiani, si muovono lentissimi. Atene ha un ottima linea metro, rinnovata per le Olimpiadi del 2004. I treni sono comodi, anche se c’è da aspettare. Non ci sono ogni treni ogni due minuti come a Londra o Berlino.

Ad Atene non bisogna avere fretta. 

La carta della metro conviene: 22 euro per 48 ore, inclusi i viaggi di andata ritorno dall’aeroporto (che hanno tariffa speciale).

Cosa vedere ad Atene in 48 ore

Arriviamo all’aeroporto di Atene nel primo pomeriggio. Prendiamo immediatamente la metro per il centro e ci fermiamo in hotel. Dopo un breve riposino ci dirigiamo verso l’Olimpiéion.

Come ho già spiegato nel post dell’Acropoli, conviene partire da un sito minore per risparmiare tempo ed evitare le file. 

Infatti andando nella biglietteria di un sito minore, si può comprare il combo ticket a 30 euro, che servirà per tutti gli altri siti archeologici, saltando la fila.

Atene Olympion

L’Olimpiéion è un grande parco in cui è stato eretto un tempio dedicato a Zeus Olimpio, iniziato nel sesto secolo a.C. Uno dei più grandi monumenti dell’antichità, la sua costruzione è stata finita da Adriano nel 129 d.C. 

Devastato dai barbari, nel medioevo fu addirittura usato come cava di pietra. Era originariamente composto da 104 gigantesche colonne alte quasi 18 metri, di cui ne rimangono solo 13. 

Vicina all’Olimpiéion si trova la porta di Adriano, che segnava il confine tra la città greca e romana.

Porta di Adriano Atene grecia

Proseguiamo la visita all’Acropoli di Atene, nel tardo pomeriggio. Ne ho già scritto in questo articolo.

Dopo l’Acropoli ci dirigiamo a piedi verso il quartiere Plaka, dove ci fermiamo a cenare. 

Se volete ristoranti all’aperto, musica dal vivo e tanta gente, la Plaka di sera è il posto per voi. Una breve passeggiata in Platìa Monastiriaki e rientriamo in hotel.

Atene Plaka Souvlaky

Atene: secondo giorno

Iniziamo il secondo giorno con una guida d’eccezione.

Prima di partire avevo infatti prenotato una guida ThisIsMyAthens. Sono semplici cittadini, innamorati della loro città, che gratuitamente accompagnano i turisti alla scoperta dei quartieri meno battuti. 

La guida ci viene a prendere in hotel alle nove. Si chiama George. È un pensionato greco che d’inverno fa il maggiordomo a Londra e d’estate studia da calzolaio ad Atene. 

Ci introduce brevemente Atene e la sua a storia e poi ci accompagna alla scoperta del quartiere dove si trova il nostro hotel.

Agorà romana atene

Dopo un’ora e mezzo di passeggiata e chiacchierata insieme, George ci lascia di fronte alla Agorà Romana. 

Grazie al biglietto combo acquistato ieri, entriamo senza fare la fila.

L’Agorà Romana era il centro degli scambi commerciali della città romana, collegato un tempo all’Agorà greca da una lunga via colonnata. 

Sono resti di botteghe e magazzini che circondano una piazza rettangolare definita da una doppia fila di colonne di marmo. All’interno dell’ Agorà Romana si trova la Torre dei Venti, un edificio in marmo creato nella seconda metà del primo secolo, che accoglieva un orologio idraulico. 

Questo edificio fu trasformato durante l’occupazione turca in un monastero per dervici. E qui scatta subito Franco Battiato con “Voglio Vederti Danzare” (chissà quanti coglieranno la citazione!).

Dall’Agorà Romana ci dirigiamo, sempre a piedi, verso la Biblioteca di Adriano.

Ne rimane pochissimo, se non alti blocchi rettangolari di calcare. 

L’imperatore Adriano fece erigere questa bellissima biblioteca nel 132 d.C..

Fu devastata dai barbari e riscoperta di nuovo nel 1885, dopo un grande incendio che distrusse il bazar che vi era stato edificato sopra. 

Sfruttando ancora alle ore del mattino, ci dirigiamo verso la Stoà di Attalo e l’Agorà greca. È un complesso monumentale vastissimo, di cui tempio che più attira l’attenzione, non appena varcata la soglia, è il Theséion-Efaistiéion.

Fu eretto circa nel 450 a.C. e dedicato alla Dea Atena e a Efesto, dio protettore dei fabbri, allora molto numerosi nel quartiere. 

Fu poi rinominato per indicare il luogo di sepoltura di Teseo.

Proseguendo il percorso in tutta l’agorà, si arriva alla Stoà di Attalo. 

Fu il Re di Pergamo, Attalo, a far erigere nel 159 a.C. questo enorme porticato con due navate. Oggi ospita al piano terreno il museo del sito. Le temperature si stanno alzando e, vista l’ora, facciamo un pranzo veloce e ci dirigiamo in albergo.

Riprendiamo nel pomeriggio con la visita alla Atene moderna. 

Prendiamo la metro e andiamo Platìa Sintagma, centro politico della Grecia, dove si può vedere il palazzo del Parlamento.

Con tanto di cambio della guardia, se avete voglia di pazientare. Io non ne ho e da Sintagma ci dirigiamo verso il monte Licabetto. 

Il Monte Licabetto offre uno dei punti panoramici più belli della città. 

Si deve prendere una via che si chiama Odos Ploutarhou, e che porta a una piccola piazzetta, dove prendiamo la cremagliara. Si snoda in un tunnel completamente scavato nella roccia, e porta direttamente sulla sommità del Licabetto.

Dal Licabetto la vista è questa. 

Atene Licabetto

Atene Pireo

Vi consiglio di prendere solo il biglietto di sola andata e fare la discesa a piedi. 

Mentre rientriamo verso l’Atene “bassa” troviamo una signora che sfama i tanti randagi in città. Ho raccontato qui la mia esperienza.

Rientriamo in centro e di nuovo ci dirigiamo verso il quartiere Plaka, per cenare. Un’altra passeggiata verso Monastiriaki, ammirando l’Acropoli illuminata di notte e poi di nuovo a letto.

Atene Monastiriaki

Al mattino sempre di buon ora ci dirigiamo verso il complesso del Ceramicon

In questa zona si trovava anche il più importante cimitero di Atene, in funzione a partire dal nono secolo a.C.. 

Era dedicato alle grandi famiglie ateniesi che costruivano qui le loro piattaforme funerarie. Costeggiato dalla via laterale, al di là del Ceramico c’è il famoso cimitero, ricco di tombe di personaggi famosi. All’interno del complesso, anche un piccolo museo che val la pena di essere visto.

Ceramicon Atene

Proseguiamo le nostre ultime ore ad Atene visitando il famoso Museo Archeologico Nazionale. Questo museo si paga a parte, il biglietto non è incluso nel combo per i siti archeologici di cui vi ho detto prima. 

C’è sempre moltissima gente, ma vale la pena di essere visto davvero solo per la maschera di Agamennone e la coppa di Nestore, viste mille volte nei libri di scuola.

Con il Museo Archeologico Nazionale si chiudono le nostre quarantott’ore ad Atene. 

Di sicuro sono state molto intense e probabilmente vale la pena di visitare la città con più calma. Però per avere un assaggio sono sufficienti. Prendiamo la metro e torniamo di nuovo in aeroporto.

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Francesca

Francesca

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e pettinare gatti. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate) e "Storia di Biagio".

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