Vi ho mentito, ve lo dico subito. Lo vedete il titolo del post, nella riga qui sopra?

Ecco, c’è un piccolo errore. Non è esattamente un itinerario a New York, ma è più un itinerario a Manhattan.

Perché, a parte la notte nel Queens (dove si trova il nostro albergo) e qualche salto a Brooklyn, il nostro soggiorno è stato per lo più a Manhattan.

Questo per due motivi principali:

  1. Manhattan è enorme e le distanze sono infinite. Per andare da A a B, anche con il mezzo più veloce (la subway) ci vuole tanto tempo; e 
  2. tutte le cose da vedere, per chi va a New York per la prima volta, sono quasi tutte a Manhattan

Un’ultima avvertenza: come itinerario è un po’… ambizioso.

Diciamo che si dorme poco, si mangia poco e si cammina tanto. 

Il mio itinerario a New York in 10 giorni, non è per pigri.

D’altra parte, quante volte nella vita vi capiterà di andare a New York?

Esatto.

Se siete pronti…

itinerario a new york flatiron building

Itinerario a New York: Giorno 1

Grazie al jetleg, ci alziamo prestissimo. Colazione a base di caffè orrendo e donuts rosa nel nostro hotel nel Queens (consigliatissimo) e via, verso Manhattan. Decidiamo di partire col botto.

Decidiamo di partire con la 5th Avenue, la strada più conosciuta al mondo. Ho raccontato tutto qui.

L’impatto è violento, non lo nego.

Uscita dalla metro, ancora mi ricordo di aver preso la macchina fotografica e di aver scattato una foto così, alla genitale di quadrupede. Volevo ricordarmi esattamente la prima volta che ho posato gli occhi su New York.

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Ho l’impressione di essere dentro una foresta di grattacieli.

Tutto è ENORME. Le strade, gli edifici, le auto.

Chissà cosa pensano gli americani delle nostre minimacchinine europee: le Smart, le 500.

Mi riprendo dallo shock e ci dirigiamo verso uno dei miei sogni: la New York Public Library. 

Bellissima.

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La giro in lungo e in largo, le sale più famose sono chiuse per restauro, ma non mi faccio scoraggiare. Ho la fortissima tentazione di chiedere un libro a caso in prestito, solo per vedere l’effetto che fa.

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Attraversiamo Bryant Park (ci torneremo l’ultimo giorno) e andiamo verso la Grand Central Station. Che vi devo dire, sono figlia di un ferroviere e ho visto Madagascar tre volte.

Anche la Grand Central Station tiene fede al suo nome. 

È grande davvero. E vintage, dalle lampade ai tabelloni delle partenze e degli arrivi.

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Ci sono centinaia di binari. Sì, centinaia.

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Visto che è l’ora di pranzo, decidiamo di approfittarne. Scendiamo al piano interrato della Grand Central Station dove ci sono decine di stand di street food di altissimo livello.

C’è anche lo stand della Magnolia Bakery. Ho detto tutto. 

Mangiamo con calma, ci facciamo un caffè da Starbucks e ci dirigiamo verso la prossima tappa.

Il 9/11 Memorial, il memoriale dedicato all’11 settembre.

Mi crea sensazioni contrastanti, lo ammetto. Non mi è piaciuto, lo dico subito.

È commovente, non lo nego. Ma è troppo commovente. Gli americani, con il loro stile patriottico e il gusto dei super eroi, calcano la mano in maniera pesantissima.

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La prima mezz’ora mi commuove, le restanti due ore, mi mettono angoscia. Ho visitato il campo di concentramento di Dachau e, credetemi, è molto più sobrio. Esco con il cuore pesante e con un’angoscia incredibile addosso. 

Giorno 2

Giornata dedicata alle icone. 

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Prenotato con mesi di anticipo, oggi facciamo il tour della Statua della Libertà ed Ellis Island. Leggete qui il post relativo, di quanto mi sia piaciuta una e poco l’altra. Rientriamo nel primo pomeriggio, il giro prende circa 4 ore, facciamo un giro a Battery Park, dove si dice che Madonna faccia jogging. 

Io però non la incontro.

Poi Wall St., foto di rito col toro, strizzata di palle (al toro, pare porti bene) e via.

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Verso Time Square.

A Time Square il rumore di Ney York raggiunge il livello superiore. Quello galattico. 

Ci sono migliaia di persone che parlano, gridano per farsi sentire sopra le altre, cantano. Le luci abbaglianti delle insegne (billboards) sono abbaglianti, a tratti allucinanti. 

Dopo due ore a Time Square, camminando come zombie, ceniamo con un panino e a letto.

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Giorno 3

Oggi… cultura! 

Iniziamo i musei newyorkesi con il Metropolitan Museum.

Non ve lo perdete perché è sorprendente. È un misto di Uffizi, Louvre, British Museum e National Gallery. È bellissimo. Io ho lasciato il cuore nelle sale degli impressionisti, avevo visto così tanti Van Gogh solo ad Amsterdam.

Ma al Metropolitan Museum non ci sono solo da vedere opere d’arte e templi egizi.

Salite sul tetto (il rooftop) e innamoratevi della Grande Mela.

Dopo il Metropolitan ci tuffiamo nella High Line (ne ho scritto qui) e ci facciamo tutto il Greenwich Village, fino a Union Square. 

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Dove ceniamo e riprendiamo a passeggiare per la 5th Avenue. Poi, a nanna.

Giorno 4

Oggi ci dedichiamo allo shopping. Avete presente quei negozi dove vanno tutti i personaggi delle sit-com? Macy’s? Bloomingdale? Strand? Tiffany’s? 

Me li faccio tutti. Non compro niente però. Tranne che da Tiffany 😉

Pomeriggio al MOMA. C’è un caos terribile e conferma la mia idea dell’arte moderna. Mi fa cagare, senza eccezione alcuna.

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Per tornare a casa (anche voi quando siete in giro, chiamate l’albergo casa? Ditemi di sì, che sennò mi pare di non essere normale) prendiamo la Aeral Tramway.

Che di notte è STRE-PI-TO-SA.

Giorno 5

Anche oggi non ci facciamo mancare un grande classico, anzi ben due! La prima parte della giornata è dedicata all’ American Museum of Natural History. Sì, quello di Una notte al museo!

Ci sono i dinosauri, i mammut ricostruiti, gli indiani, Roosvelt. C’è anche un meteorite!

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E la fiera delle scienze delle scuole di New York. Quella dove i bambini devono preparare i vulcani funzionanti e chi vince prende la medaglia.

Le fanno davvero!

Dopo aver pranzato alla mensa del museo, inforchiamo la metro e dopo un lunghissimo percorso, arriviamo a Coney Island.

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Leggete qui il post relativo. 

Giorno 6

Il sesto giorno è domenica. Cosa si fa la domenica a New York? Si va in chiesa, alla messa. Ma non in una chiesa qualunque, non in una messa qualunque. Andiamo ad Harlem, dove si sono i migliori cori gospel di tutto il Paese.

Dopo una rapida occhiata su Tripadvisor, la nostra scelta ricade sulla Bethel Gospel Assembly. Ha uno dei cori più famosi di NY e infatti, per entrare c’è la fila. Dividono i turisti dai fedeli. I turisti occupano la galleria della chiesa.

Ci viene chiesto di non fare foto né video. È un luogo di culto, e non rispettiamo le richieste. Quindi, niente foto ricordo.

Il ricordo però rimane nel cuore.

Una comunità unita e molto religiosa, le big mamas con i vestiti colorati e i cappellini con la veletta, due pastori che sembrano usciti direttamente da Sister Act (“Il nostro fratello John si è laureato, con l’aiuto di Gesù! Un grande applauso a Gesù!” – e via dicendo).

La messa più divertente alla quale abbia mai partecipato.

C’è anche da dire che l’ultima volta che sono andata a messa spontaneamente (esclusi funerali matrimoni, battesimi) era per la prima comunione. La mia.

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Finita la messa, ci giriamo tutto Central Park, in bici (leggete qui come risparmiare sul noleggio). Il polmone verde di New York è gigantesco, l’avrete sentito dire. Si può percorrere in bici solo in senso antiorario e si possono attraversare solo certe strade, per evitare incidenti con i pedoni.

Per la prima volta in vita mia, vedo un passeggino per cane.

No, non l’ho fotografato. Sono rimasta talmente stupita che l’ho guardato a bocca aperta senza reagire, non credevo ai miei occhi.

A Central park, mi mangio anche un gelato. Per la modica spesa di 5 dollari, mi compro un cono alla panna con gli sprinklers colorati che non sa di una benemerita mazza.

Mangiare il gelato a Central Park, non ha prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard, giusto?

Giorno 7

Il settimo giorno, quando nostro Signore si riposò, noi ce ne andiamo in giro per i quartieri storici di New York. Ci facciamo Soho, Tribeca e l’immancabile Little Italy, che oramai non esiste quasi più.

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E stata inglobata da China Town (dove per strada c’è un tanfo orribile di cibo andato a male, qui lo dico e qui  lo nego!).

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Ma troviamo, grazie ancora a Tripadvisor, un gioiellino che è stato davvero il TOP della vacanza. Si chiama Tenement Museum. 

È in realtà una visita a un palazzo della New York degli anni 20/30, che un gruppo di volontari ha rimesso in sesto. La visita è guidata e si possono scegliere due appartamenti da visitare, a tema diciamo. Noi scegliamo il tour “Hard Times” che racconta la storia della famiglia Baldizzi, una famiglia italiana emigrata negli anni 30, e quello di una giovane vedova tedesca, la cui storia è stata ricostruita sempre dagli anni 30.

Sono storie di vita vera, commoventi e straordinarie, che ci fanno capire come era la vita di un immigrato a New York in quegli anni.

E che fa riflettere tanto tanto, ve lo dico.

Anche il Tenement Museum ha una politica di no photo, quindi andate a guardare il sito per tutte le informazioni. Ah, i tour sono esclusivamente in inglese.

Concludiamo la nostra giornata nelle Brooklyn Heights, bellissime. Come ho scritto qui, sono la New York che mi immaginavo prima di partire.

Giorno 8

Il giorno dopo siamo stanchi, iniziano ad essere una quantità vergognosa i chilometri macinati, anche a piedi, decidiamo di prenderci una giornata di pausa.

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Passeggiando e facendo shopping.

Concludiamo la serata con la visita al One World Observatory, nella Freedom Tower, il grattacielo costruito al posto delle Torri Gemelle. Trovate qui il post relativo.

Giorno 9

Il giorno 9 riprendiamo la marcia di buon mattino. Torniamo a Brooklyn in metro e attraversiamo il ponte di Brooklyn a piedi, verso Manhattan. Dopo prendiamo di nuovo la metro per fare una cosa assurda. Vedere il Ponte Da Verrazzano, dove parte la maratona di New York.

È assurda perché ci porta via quasi tre ore di metro, tra andata e ritorno. 

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Ma insomma, ora tutte le volte che vedo l’inizio della maratona in TV, posso dire: lì ci sono stata.

E poi, la cosa più turistica della vacanza. Il Big Bus. Quei bus che portano turisti in giro. Sì, quelli rossi, scoperti. 

Lo prendiamo nell’ora di punta, il traffico è un’inferno, ma la guida racconta benissimo la sua New York e il giro è molto, molto rilassante. 

Giorno 10

Siamo alla fine della vacanza, l’aereo ci aspetta all’ora di cena. Decidiamo di passare le ultime ore nella Grande Mela nei suoi parchi più belli, Bryant Park e Central Park.

Le diciamo addio così, in uno dei suoi posti più sorprendenti.

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Questo post è stato scritto da:

Francesca

Francesca

 

La capa, dalla cui mente è nato Chicks and Trips. Senese di nascita, europea per vocazione, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e poi l'ha appesa al chiodo sopra la televisione, tanto le stampe come complemento d'arredo vanno di moda. Passa il suo tempo a scrivere atti più o meno pubblici, fare foto e cadere da cavallo. Se dovesse andare a Hong Kong, sceglierebbe un volo con scalo a Londra e un tempo di attesa di un paio di giorni, pur di farsi un giro nella città della Regina. Sogna di vincere alla lotteria e passare il resto della vita in un appartamento con camino a Mayfair. Autrice de "I Cassiopei (biografie non autorizzate).